Osama Abdul Mohsen, emerge la verità sul profugo sgambettato

Osama Abdul Mohsen

Non solo allenatore di calcio: Osama Abdul Mohsen, il profugo sgambettato dalla reporter ungherese, miliziano di Al Nusra avrebbe contribuito alla morte di 50 curdi.

Dopo la nostra denuncia nelle scorse settimane, l’identità del rifugiato in fuga dalla Siria sta emergendo poco alla volta: a confermare chi sia stato in passato il migrante che tanto ha commosso (e continua ancora a commuovere) l’Europa, sono i curdi presenti in Siria secondo i quali, prima di uscire dal Paese, avrebbe combattuto al fronte di Al Nusra, formazione inclusa dalle Nazioni Unite nella lista delle organizzazioni terroristiche.

Le descrizioni dell’uomo pubblicate dal quotidiano siriano «Al Maukef Al Riadi» – riprese dai media ungheresi Nrt e Rudaw e rilanciate in Italia da Il Giornale – potrebbero suonare come una difesa verso lo sgambetto effettuato dall’operatrice da condannare senza se e senza ma. Eppure, anche nel Kurdistan iracheno non solo Osama Abdul Mohsen, emerge la verità sul profugo sgambettato viene indicato come membro di Al Qaeda, ma è anche ritenuto coinvolto nell’uccisione di 50 curdi.

Stranamente, il giorno dopo la nostra segnalazione (leggi qui) – in cui davamo voce alla denuncia del coordinamento Fronte europeo per la Siria – il profilo Facebook del profugo siriano è stato cancellato. Peccato, perché erano ben visibili i suoi post in arabo oltre alle sue foto delle bandiere islamiche di Al Nusra e quelle dell’Esercito Libero Siriano, ovvero gli oppositori del legittimo presidente Assad.

Questo lato oscuro del profugo, dipinto come martire dopo la caduta provocata dalla giornalista ungherese, non sembra interessare più di tanto l’opinione pubblica europea che preferisce commuoversi vedendo le immagini del figlio mentre entra nel Bernabeu tenuto per mano da Cristiano Ronaldo.

Quanti altri potenziali Osama Abdul Mohsen potrebbero essere già entrati in Europa?

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