Calcio brasiliano: arbitro estrae pistola durante la partita

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Arbitrare con la pistola? In Brasile è possibile, o meglio, in Brasile è successo. Nel campionato regionale carioca e precisamente nel match tra Brumadihino e Amantes, è andato in scena uno “spettacolo” surreale.

Il fischietto Gabriel Murta, poliziotto di professione, sbaglia,  non decretando un fallo evidente commesso da un giocatore di casa. Partono i classici cori “arbitro venduto” e qualche insulto dai calciatori avversari? Macchè, dalla panchina viene organizzata, in pochi secondi, una spedizione punitiva contro l’abritro. Calci e pugni al direttore di gara che, a quel punto, non estrae il cartellino rosso, ma (dai pantaloncini!) la pistola d’ordinanza minacciando gli aggressori di aprire il fuoco. Scene da far west. Il fischietto impazzito è stato portato via, tra lo stupore generale e trasportato in ospedale per accertamenti. La partita, naturalmente, sospesa. Ma la domanda è: che ci faceva il signore Gabriel Murta con una pistola nei pantaloncini mentre dirigeva il match? Forse si sarà dimenticato di svestire i panni da poliziotto per mettere quelli da arbitro? L’aggressione nei suoi confronti è vergognosa e da condannare, ma il suo gesto di reazione è ingiustificabile.

Sempre in Brasile, in molti ricorderanno un’altra storia, finita sulle cronache dei giornali, terminata però in tragedia. Nella parte orientale del paese si giocava un incontro dilettantistico. L’arbitro Otavio Silva Giordano espelleva il calciatore Josenir dos Santos che invece di abbandonare il terreno di gioco si accaniva sul direttore di gara prendendolo a calci. Anche in quel caso, però, il fischietto era armato. Un coltello, nascosto all’interno della divise uccise il giovane giocatore con un fendente al petto.

In Italia ci si lamenta della violenza negli stadi, ma quello che succede spesso in Sudamerica non è minimamente paragonabile alle vicende del nostro paese.

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