Prefisso italiano, ma il call center H3G chiama dall’Albania

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Se vi chiamano gli operatori commerciali della compagnia telefonica Tre, da un numero con il prefisso italiano, bè sappiate che vi stanno chiamando dall’Albania.

In questi giorni sono arrivate numerose segnalazioni di utenti che hanno il contratto della propria utenza telefonica con la compagnia H3G (ovvero la Tre) e sono stati contattati dal call center per offerte commerciali. Peccato che, incuriositi dall’accento dell’operatore che li ha chiamati, la telefonata non proveniva dall’Italia, ma dall’estero e precisamente dall’Albania.  Eppure i ministeri del Lavoro e dello Sviluppo Economico neanche lo scorso anno avevano annunciato – durante la riunione del Tavolo di settore, con la partecipazione di dirigenti del Ministero del Lavoro, delle associazioni datoriali Assocontact e Asstel e delle segreterie nazionali dei sindacati di categoria (TLC) – una sanzione amministrativa pecunaria di 10.000 per ogni  giornata di violazione (art. 24 bis del decreto n.83 del 2012) per il mancato rispetto di tale disposizione: quando un cittadino effettua una chiamata ad un call center deve essere informato preliminarmente sul Paese estero in cui l’operatore con cui parla è fisicamente collocato e deve, al fine di poter essere garantito rispetto alla protezione dei suoi dati personali, poter scegliere che il servizio richiesto sia reso tramite un operatore collocato nel territorio nazionale.

Del fenomeno del trasferimento del lavoro all’estero (per pagarlo di meno) già ne abbiamo parlato (leggi qui): gli ultimi dati parlano di una perdita di 1,5 milioni di posti di lavoro che sono volati verso paesi più convenienti come Serbia, Romania e, appunto, Albania. Qualcuno ha ipotizzato l’ipotesi di truffa per la chiamata della Tre che sullo schermo appare con prefisso italiano, ma invece arriva da un altro Paese. Resta il fatto che quella della delocalizzazione continua ad essere una minaccia per il mondo del lavoro in Italia.

Negli scorsi mesi abbiamo raccontato le iniziative messe in campo dall’Ugl  Telecomunicazioni con lo scopo, come ha spiegato il segretario del sindacato Stefano Conti, di far rispettare quanto stabilito dall’ art. 24 bis (decreto legge 22 giugno 2012, n. 83 convertito nella Legge 7 agosto 2012, n. 134 recante “Misure a sostegno della tutela dei dati personali, della sicurezza nazionale, della concorrenza e dell’occupazione nelle attività svolte da call center”).

L’utente, quindi, per ora può chiedere di parlare con un operatore italiano che si trova in Italia solo nel caso in cui è lui a contattare la compagnia telefonica a cui si rivolge. Molto presto la stessa richiesta potrà essere avanzata nel caso inverso, ovvero quando sarà la compagnia a telefonare al cliente.

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Un Commento

  1. franco said:

    io oggi ho ricevuto una chiamata da Mediaset,l’operatore dice di chiamare dall’ Albania ma il numero è della rete di Milano. Qualcuno fa il furbo!.

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