Nigeria: bimbe-kamikaze in moschea, 14 morti

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Ancora notizie di sangue e morte arrivano dalla Nigeria: cinque ragazzine si sono fatte esplodere nel nord-est del Paese con un bilancio di 14 morti e 39 feriti.

È successo nella città di Maiduguri, capitale dello stato di Borno, regione in cui in questi giorni si sta registrando la rivolta di Boko Haram, la cellula terroristica islamica legata all’Isis. Una tecnica maledettamente vigliacca quella dei fondamentalisti attivi in Nigeria: utilizzare bambini e giovani adolescenti imbottiti di esplosivo e farli esplodere in punti della città densamente frequentati.

“La prima fascia esplosiva era legata al corpo di un’adolescente, che voleva uccidere dei fedeli nel quartieri di Ajilari”, ha raccontato un autista della zona, Bashir Ali. L’obiettivo dell’attacco, in cui alcune delle ragazze attentatrici potrebbero avere addirittura 9 anni, erano i fedeli che stavano per radunarsi per la preghiera della moschea.

Dopo l’attentato dello scorso 20 settembre in cui hanno perso la vita 117 persone, è arrivato quest’ultimo attacco in un momento in cui l’esercito nigeriano sta portando a termine la guerra contro i Boko Haram. A giugno, poco dopo la sua elezione, il presidente Muhammadu Buhari, aveva spostato proprio a Maiduguri – la città dove si sono fatte esplodere le bimbe-kamikaze – il comando dell’esercito per centralizzare le operazioni contro la formazione terrorista.

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