Roma: il Campidoglio tra commissario e Anno santo

Dopo mesi di polemiche e l’ultimo scandalo riguardante gli scontrini di spese e cene fuori controllo, Ignazio Marino si è dimesso. Cosa succederà ora nein Campidoglio?

“L’unico obiettivo della giunta era fare pulizia” secondo il videomessaggio diffuso ieri da Marino, ma alla fine l’ombra sull’onestà del sindaco ha spinto Renzi a convincere i suoi a dire basta prima con le dimissioni degli assessori, poi con la minaccia di una mozione di sfiduca Pd-Sel.

Quella di ieri è stata una lunga giornata in Campidoglio con il fronteggiamento tra manifestanti a sostegno e quelli contro Marino. Ha cercato di resistere fino all’ultimo, ma ha capitolato quando è arrivata la richiesta di dimissioni dal suo partito. Alla fine le scene di gioia, i clacson a festa partiti da qualche macchina che ha sfilato in centro, hanno avuto il sopravvento su chi era in piazza del Campidoglio per difedere il sindaco dimissionario.

Dimissioni, dunque, ma con uno spiraglio: diventeranno irrevocabili solo tra 20 giorni. “Prima – ha affermato Marino – voglio una verifica seria”. Il sindaco, infatti, si riserva ancora 20 giorni per un ultimo tentativo di salvare la giunta. I tempi però non permettono di tergiversare, per questo ci si prepara all’arrivo del Commissario che traghetterà la città fino al Giubileo.

È soprattutto il Pd che ormai si proietta sul voto puntando su un commissario per l’Anno santo ormai alle porte. Il centrodestra ha cominciato a pensare ad un candidato che unisca tutti i vari movimenti per riconquistare la città di Roma, ma i nomi di Marchini e Meloni non sembrano convincere tutti. Puntano al Campidoglio anche i 5 Stelle che chiedono al premier Renzi di andare in Parlamento.

Nei partiti dunque è cominciato il toto-candidati per un voto che con ogni probabilità si svolgerà nel 2016, dopo la gestione commissariale.

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