Lotito, Infront e l’attacco esagerato di Report al patron laziale

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“The mafia”, è stata definita così la gestione di Blatter da quando è diventato presidente della FIFA dagli addetti ai lavori intervistati, ieri, nella puntata di Report. Una bella parte della trasmissione in onda su Rai Tre è stata, però, anche dedicata anche al patron della Lazio, Claudio Lotito, considerato uno dei capi del pallone italiano e paragonato, addirittura, a Luciano Moggi.

Un tentativo esagerato di dipingere Lotito, che avrà certamente un’infinità di difetti, ma che è stato letteralmente massacrato dal programma RAI.

Cosa c’entra il numero uno biancoceleste con lo scandalo scoppiato nel calcio mondiale? Il discorso parte da molto lontano e il legame diretto probabile che nemmeno ci sia. Ma c’è Infront di mezzo. Tutto ruota infatti intorno alla holding svizzera che gestisce i diritti televisivi , il marketing di tutto il calcio mondiale e che possiede filiali in tutti i continenti (è anche partner di FIFA e UEFA). Nel nostro paese, poi, con Marco Bogarelli presidente di Infront Italia, ha un ruolo specifico ancora più imponente, visto che detiene i diritti di ben 13 squadre di A e 11 di B.

Per chi non lo sapesse la holding era di proprietà Philippe Blatter (prima che la vendesse ad un gruppo cinese per un miliardo di dollari), il nipote di Sepp, il criticato e (forse) corrotto presidente della FIFA. Bogareli e Blatter si conoscono bene avendo lavorato insieme per anni e anche Lotito conosce perfettamente i due.

Report ha messo dentro al calderone, dunque, questioni relative allo scandalo del calcio mondiale (con mazzetta in cambio di appalti per diritti televisivi e assegnazioni delle sedi per i Mondiali -Russia e Qatar- truccate), intrecci con Infront e il potere di Lotito. Tanto spazio è stato dato, poi, al nemico del patron biancoceleste Francesco Ghirelli che ha definito “Lotito simile a Moggi” e “Lotito, Galliani e Preziosi il cemento che ha fatto eleggere Tavecchio presidente della Federcalcio e Beretta della Lega Serie A. Con Infront architrave di questo accordo più o meno trasparente”. Che il numero uno laziale abbia avuto un ruolo principale nella nomina del nuovo capo della FIGC non è una novità e infatti il suo più grande sbaglio è stato quello di dedicarsi più al suo ruolo da consigliere federale, trascurando in parte le sorti del suo club. Ma quello andato in scena ieri è stato un attacco frontale e probabilmente esagerato a Lotito, colpevole inoltre, secondo Report, “di aver manovrato le gare di Serie A in passato per salvare la società dalla retrocessione”. Questione, peraltro, mai dimostrata in pieno e finita in prescrizione.

Ieri concesso spazio anche a Pino Iodice, ex diesse dell’Ischia, divenuto famoso per la sua telefonata registrata con l’azionista di maggioranza della Lazio, che ha ribadito di aver subito ricatti e minacce. “Se non segui i miei consigli non avrete più fondi da noi per sostenervi”, ha dichiarato Iodice riferendosi al discorso tra lui e Lotito. Anche se, in realtà, le cose non sono andate proprio così

“Sono otto mesi che non faccio dichiarazioni né sui giornali né in televisione. Proprio per evitare che si creino malintesi. Quindi non risponderò a nessun tipo di provocazione”, ha dichiarato Lotito al giornalista di Report.

Per una volta, quindi, ci sentiamo in dovere di difendere il patron biancoceleste, vittima (probabilmente per sua colpa) di un attacco mediatico esagerato, mischiato con questioni e scandali molto più grandi di lui.

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