La guerra tra Lucio Presta e la Rai

C’è aria di tempesta in casa di mamma Rai. E, come ogni famiglia che lava i panni sporchi durante il pranzo della domenica, la tragedia si è consumata poco prima della diretta dello storico salotto tv Domenica In.

A fare i capricci è Lucio Presta, probabilmente il più potente agente televisivo del nostro Paese. La sua agenzia (Arcobaleno Tre) vanta tra i suoi assistiti personaggi del calibro di Roberto Benigni, Paolo Bonolis, Lorella Cuccarini, Elisabetta Canalis e la moglie, Paola Perego. Per questo a quanto pare può permettersi di  fare il bello e il cattivo tempo.

Con il licenziamento della regista interna di Domenica In, Presta aveva già iniziato una campagna di defenestrazione degli interni Rai in favore di addetti esterni. Lo scorso weekend però, prima della puntata, è andato in scena un vero e proprio dramma.

Il primo atto c’è stato sabato. Maurizio Costanzo, assistito di Presta e piazzato a Domenica In come capo progetto, pur di non rinunciare all’ospite di punta della puntata Raffaele Sollecito, ha deciso di mettere personalmente mano al portafogli e pagare il cachet della bellezza di 12.000 euro che, ovviamente, la trasmissione non aveva intenzione di sborsare.

La seconda parte del dramma si è consumata domenica. Presta in uno studio pieno di gente ha sparato a zero su praticamente tutti i reparti del programma. Per primo ha attaccato il Direttore della fotografia perché “la D’Urso su canale 5 grazie alle luci dimostra dieci anni di meno” e la Perego invece (che ha davvero dieci anni meno della D’urso) dimostra la sua età. Poi se l’è presa con i collaboratori ai testi e, infine, con la squadra che prepara le clip, proponendo un appalto esterno che “insegni agli interni Rai come si fanno oggi le clip”. Non ha risparmiato nessuno.

Praticamente per Presta lo studio 18 di Cinecittà è pieno di incompetenti. La verità è che vuole (e ci sta riuscendo) mettere le mani su tutta la fascia dell’intrattenimento della trasmissione, piazzando i suoi assistiti e facendo spendere alla Rai fior fior di quattrini. In un periodo tra l’altro non felice per l’azienda di Viale Mazzini che sta tentando in tutti i modi proprio di eliminare gli esterni dai vari settori.

Che farà la Rai adesso? Continuerà a piegarsi al volere del manager mandando a casa i dipendenti Rai (che al contrario di quanto dice Presta in quanto a competenze la maggior parte delle volte sono nettamente superiori degli esterni)? Oppure in nome della spending review comincerà a opporsi?

 

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