Strega italiana bruciata 300 anni fa, processo da rifare

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La notizia ha dell’incredibile. Un po’ perché si parla di una strega, un po’ perché – considerando la lentezza dei processi “moderni” – pensare di rifarne uno risalente al 1716 lascia un po’ perplessi.

Eppure è così. Alla magistratura è stato chiesto di riaprire il caso di Maria Bertoletti Toldini, detta Toldina, decapitata e bruciata pubblicamente a Brentonico, in provincia di Trento, durante uno degli ultimi processi per stregoneria della città.

Christian Perenzoni, il sindaco attuale della cittadina trentina, vuole così riabilitare il nome della donna accusata di una lunga serie di reati: lesioni personali, danneggiamenti, sodomia, blasfemia, apostasia, idolatria, sacrilegio e adulterio. Non solo, contro di lei anche l’accusa di aver ucciso tre bambini, uno dei quali gettato in una pentola contenente formaggio bollente.

Fu arrestata, ma non ebbe un regolare processo. E fu condannata a morte in quanto strega.

Uno storico trentino, però, ha scoperto in questi anni documenti che potrebbero scagionare la Toldina. Di qui la battaglia del Comune di Brentonico, che chiederà al Tribunale di Trento di riaprire il fascicolo per dimostrarne l’innocenza.

Questa storia ha fatto il giro del mondo, arrivando anche sulle pagine del The Guardian.

 

Questa storia, al di là delle lodevoli intenzioni del sindaco Perenzoni, acquista un sapore diverso quando si viene a sapere che nel frattempo sono stati tagliati i fondi alle vittime dei cosiddetti “processi lumaca”, ovvero tutte quelle persone, che a causa dei tempi biblici dei nostri tribunali, sono costrette ad aspettare per troppi anni una sentenza.

A loro una magra consolazione, magari, fra tre secoli, qualcuno lotterà per voi come per Toldina.

 

 

 

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