ANAS e la “Dama Nera” (amica di Brandani, dell’Udc e del Sen. Grillo)

Nel tondo, Antonella Accroglianò

Le indagini della Guardia di Finanza hanno portato alla luce un sistema di corruzione che, strano a dirsi, non riguardava la fase di gara. Infatti, Antonella Accroglianò (dirigente responsabile del Coordinamento Tecnico Amministrativo di ANAS, a capo di «una vera a propria cellula criminale») interveniva subito dopo l’aggiudicazione dell’appalto.

Le diverse tipologie di corruzione in cui si dileggiava la “Dama Nera” riguardavano lo sblocco di contenziosi (con indennizzi a prezzi maggiorati), valori di esproprio di terreni sensibilmente superiori al dovuto, autorizzazioni illecite alla cessione di rami d’azienda post-appalto, subappalti imposti a imprese amiche.

Intanto, della serie “noi l’avevamo detto”, vogliamo ricordare che la Accroglianò era presente alla presentazione del libro di Ciriaco De Mita nel gennaio 2013 organizzato dal presidente della Fondazione Formiche Alberto Brandani (che, guarda caso, era anche responsabile dell’organismo di Vigilanza ANAS, poi silurato durante la scorsa estate).

Fu lui a “riempire la sala”, anche per dare un pubblico alla sua amica Elisabetta Parise (la dirigente ANAS multitasking) che in queste ore ha ricevuto la visita della Gdf e qualcuno addirittura dice che sia indagata (indiscrezione non confermata).

Antonella Accroglianò proprio come Brandani (eminenza della Dc toscana, poi migrato nell’Udc) proviene dall’IRI. La “Dama Nera” era presente, nell’aprile 2014, anche alla presentazione di un altro libro: “I compagni del Monte” (il Monte dei Paschi di Siena) di Tommaso Strambi, evento curato dalla fondazione Formiche. Dunque sempre da Brandani, Udc e compagnia bella. Erano presenti anche il banchiere Divo Gronchi e il parlamentare Luigi Grillo (amico dell’Accroglianò e, anche lui, protagonista di qualche “intoppo” giudiziario).

La foto è quella qui accanto (l’abbiamo salvata prima che sparisse misteriosamente dal sito di Formiche.net); l’Accroglianò è cerchiata in rosso (con la borsetta che Pignatone ha definito “sempre aperta”). Nella stessa foto c’è anche Giovanni Parlato, tra gli arrestati.

Accanto a lei, vicino alla muro, segnaliamo la presenza dell’architetto Giuseppe Barilà, un fedelissimo della “Dama Nera” (che fino all’altro giorno veniva chiamata “la Zarina”). Barilà è calabrese ed è molto vicino ad Adiletta. È sponsorizzato da Stefano Liani e da Buoncristiano che stanno cercando in tutti i modi di accreditarlo con Armani per farlo diventare direttore in ANAS. Chissà se aspetterà che il gallo canti tre volte prima di rinnegare l’amica.

Al presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti, nel frattempo, è preso un colpo quando ha realizzato che la signora era anche consigliera di amministrazione della società Autostrade del Lazio spa (detenuta al 50% da ANAS e Regione Lazio) nonché “responsabile della Trasparenza”. Il che potrebbe significare che nei prossimi giorni ci saranno interessanti risvolti anche da quelle parti.

Intanto il presidente Armani, ieri in conferenza stampa, ha preso le distanze dall’Accroglianò: «L’ho incontrata una volta. In base a una valutazione di un ente esterno è risultata non adeguata». In virtù della spending review, invece di spendere soldi per far fare le valutazioni esterne dei curricula, si rivolga a noi che gliele facciamo gratis.

Armani ha fatto sapere anche che i dirigenti di ANAS finiti nell’inchiesta «verranno licenziati senza indennizzo» e ha assicurato che il procedimento nei loro confronti verrà avviato a brevissimo «seguendo tutte le procedure burocratiche per evitare di doverli riassumere».

Per portarsi avanti col lavoro, dovrebbe iniziare a guardare con attenzione le facce degli invitati agli incontri organizzati da Brandani. Non è che partecipare alla presentazione di libri sia un crimine. Però è impossibile non notare che la metà di quelli che hanno preso parte a questi eventi ha poi avuto guai con la giustizia. L’altra metà, invece, è quella che cerca di irretire Armani.

Il Governo non dovrebbe lasciarlo solo.

 

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22 Commenti

  1. ciccio said:

    Per i pro mucilli ho solo un detto: “con il tempo e con la paglia maturano le nespole”….tecnicamente non si può dire nulla….per il resto….comunque è alquanto inusuale che gli ultimi direttori della Sicilia (tonti escluso) arrivano tutti da capo compartimento del Veneto….ed è strano in particolare il Di Bernardo…indagato nel 2002 sulla Salerno-Reggio, viene mandato in veneto dove inizia la sua brillante carriera. Indagini dei ROS lo vedono in un incontro…..come dire….”massonico” in casa del Verdini (il faccendiere toscano amico del Berlusca) nel 2009. Che strano, le persone che si stanno risollevando in Anas, per un modo o per altro, ruotano tutte intorno a Firenze….Liani, Mucilli…che strano…..

  2. luna said:

    Ma se si premia un Dibennbardo con un Bell ordine di servizio ma di quale rinnovamento stiamo parlando? Dibennardo = Ciucci = Lupi= Comunione e Liberazione = Incalza = Bevilacqua…ecc ecc questo è il nuovo che avanza??? In Sicilia ha lasciato il disastro in progettazione e’ successo di tutto.. e invece di dissociarsi da queste persone si da loro modo di salire?

  3. SICILIANO DOC said:

    Ciao Marco

    Capisco il tuo disagio, ma Mucilli ci serve per qualche anno
    ci deve tirare fuori da un mare di m…. causata più dalla delinquenza gestionale dei sindacati, CISL in testa, che dalla incapacità dei suoi predecessori, i quali sono stati vittime ed in qualche caso complici dei sindacalisti.
    Adesso ci ritroviamo con figli di sindacalisti a passeggio per i corridoi, Incapaci cronici nei cantieri, uffici alta sorveglianza pieni di gente inutilizzabile in qualsiasi altro posto, Quadri A cerebrolesi a gestire il nulla, solo perché sono cresciuti troppo per colpa delle raccomandazioni sindacali troppo efficienti.
    Abbiamo stanze piene di nipoti di sindacalisti che per passare il tempo fanno causa ad ANAS per avere il livello e nel frattempo, complici i Responsabili degli uffici, si curano le unghie.

    AIUTOOOOOO !!!!!!!

    Solo Mucilli ci può salvare

  4. ciliegia smozzicata said:

    …essere accreditata, unitamente a Elisabetta Parise, presso i nuovi membri del CdA dell’Anas Cristina Alicata e Francesca Moraci». L’obiettivo lo racconta lei stessa: «Essere nominata dopo la nomina del nuovo Presidente Gianni Vittorio Armani, responsabile dell’Ufficio Gare e Appalti»

  5. Andrea said:

    Con gli ordini di servizio di oggi una cosa sola e’ certa se ne vanno un po’ di persone dall’anas, che fino a ieri hanno comandato su tutto. Viva il cambiamento. Questo volevamo leggere dalla penna sapiente di Armani. Bravo Gianni!

  6. LUIGI said:

    X GIANFRANCO

    URLO DALLA SICILIA ………………………

    LASCIA STARE MUCILLI !!!!!!!
    APPENA ARRIVATO ED E’ GIA’ UN MITO ED I SINDACALISTI SONO DISPERATI !!!!!

    NESSUNO TOCCHI MUCILLI !!

    • Gianfranco said:

      Si si è proprio vero, Mucilli è un mito. Io volevo dire soltanto che ci vorrebbero tanti Mucilli in ogni compartimento. Concentrare i poteri in mano a una persona, com’è successo a Cosenza e Catanzaro per i due Uffici, non è stata una mossa buona di Armani. E’ vero, ho notato che anche in calabria i sindacalisti dell’anas camminano i corridoi come anime nel Purgatorio… Spero per loro che arrivi un giorno il gran Giudizio di Pignatone o dei valorosi magistrati calabresi! Hanno rovinato le carriere di tanti bravi e onesti impiegati, hanno promesso di tutto e di più. I più bravi e preparati sono stati seppelliti negli uffici meno importanti, hanno subito pressioni e ingiurie, hanno dovuto scegliere il silenzio, hanno dovuto rimboccarsi le maniche e ricominciare girando pagina, hanno dovuto rinunciare a percorsi di carriera per colpa di falsi tecnici e amministrativi, per colpa di gente che non ha le capacità, per colpa della tessera. La maledetta tessera sindacale che da la patente di abilità alla guida di uffici, reparti, centri, SOC, squadre, nuclei, segreterie, uffici di staff, ecc. Ma ora è giunta l’ora di ogni chiarimento: devono uscire fuori le carte e le indagini sullo stato patrimoniale di ciascuno di essi, le intercettazioni telefoniche e ambientali, i rapporti con imprese locali e nazionali, i rapporti con la politica. Forza Pignatone, forza Creazzo, forza Magistratura intera italiana!!!

      • Mauro said:

        La prossima settimana all’università di Rende (Cosenza – Calabria) arriva la commissione anti mafia. E’ l’occasione buona per parlare dell’autostrada salerno reggio calabria e dello stato delle indagini sull’anas con ogni risvolto alle imprese indagate, che operano anche in quell’autostrada, i rapporti fra funzionari anas, sindacalisti e imprese (citate nelle intercettazioni). Fidatevi, fidatevi.

  7. riccio said:

    Bisogna eliminare il cancro…. in questi anni le metastasi si sono espanse. Gli ultimi assunti sono le metastasi loro sono dispiaciuti che i loro protettori stanno per cadere. A casa i raccomandati, in particolare quelli delle sale operative e i figli e parenti dei sindacalisti

  8. Vincenzo said:

    Gianfranco hai ragione. Occorre svoltare pagina. Iniziare dai dirigenti e tagliare e sostituire ogni ramo secco! I sindacati ormai sono assenti e si sono dileguati al solo odor di indagine. Perché? Non un comunicato stampa, non un post, un cinguettio, un sms, un manifestino nelle bacheche dei Compartimenti. Te lo spieghi il perché? Renzi ha tuonato, perché i Sindacati non lo hanno fatto? Misteri calabresi…

  9. Gianfranco said:

    Dai dai che Armani ci ha appena scritto sulla mail box aziendale. Dobbiamo essere orgogliosi di lui. E’ persona pulita, onesta e capace. Diamogli sostegno. Il Governo gli sta vicino, grazie all’onestissimo Delrio. Dobbiamo avere fiducia. Armani vuole cambiare le cose. Ma serve mandar via un bel gruppo di Dirigenti e Capi Compartimento. Non basta la loro rotazione. Devono andare via. I Dirigenti e Capi Compartimento continuano ad avere uno strapotere senza misura e precedenti nella pubblica amministrazione. Armani, devi fare una riforma che distribuisca i poteri a più persone e non solo ad uno (come ad esempio in calabria!!!). La calabria è sempre stata a forte rischio e un solo Capo Compartimento per l’autostrada e la viabilità non può bastare. A quel Capo si deve togliere potere, non accentrarlo… E chi vuol intendere, INTENDA!!! Quelle persone sono solo titolari di un eccesso di potere e scarsa managerialità (anche improvvisa). E poi, hanno il brutto vizio (o stravizio) di non prendersi le proprie responsabilità. Scaricano le colpe sugli impiegati, SEMPRE! Per me, caro Armani, le strutture territoriali vanno revisionate con tagli veri del personale fannullone e dei dirigenti con scarse capacità. visto che hai fatto fare una loro valutazione, manda via chi ha preso il “non adeguato” e fai ruotare gli altri, ma non devono rimanere allo stesso posto per anni. L’esempio di Mucilli deve far riflettere. Ci vuole un Mucilli che vien da lontano, in ogni compartimento (compreso la Calabria).

  10. tamora said:

    fossi in voi indagherei anche sui rapporti della dott.ssa ( per mancanza di prove) accroglianò e l’impresa mazzitelli….ma qualcuno ricorda quando imponeva all’usciere di portare a spasso il suo cagnolino?….per il resto la zarina…ma de che? con quella faccia da coatta…

  11. cantoniere part time said:

    Presidente Armani faccia una bella pulizia e ridiamo dignità a questa azienda

  12. Giuseppe said:

    Questo e certo che noi lavoratori di questa amministrazione siamo visti con occhi malefici x colpa di dirigenti disonesti

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