Norme anti-violenza, i giudici: “Misure eccessive e discriminatorie per i tifosi”

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L’illegittimità e l’esagerazione delle norme antiviolenza attuate dal prefetto Gabrielli nei confronti dei tifosi laziali e romanisti iniziano a scricchiolare anche agli occhi dei giudici della Capitale.

Nella fattispecie, un supporter giallorosso, difeso dall’avvocato Lorenzo Contucci, è stato recentemente raggiunto dal provvedimento del Daspo di 5 anni con l’obbligo di presentarsi in commissariato per firmare prima e dopo le partite della Roma. Motivo di questa sanzione? Aver acceso un fumogeno prima della gara dei capitolini contro il Sassuolo (il 20 settembre scorso) fuori dallo stadio, per protestare proprio contro le norme attuate dalla polizia nei confronti dei tifosi.

Ma il gip, letta l’istanza ha deciso subito di non convalidare le firme al supporter romanista, giudicando tale richiesta e soprattutto le misure adottate dal prefetto “pesantemente discriminatorie ed immotivatamente punitive, specie nei confronti degli spettatori che si sono premuniti, affrontando la relativa spesa, dell’abbonamento annuale per assistere alle partite casalinghe dalle postazioni destinate ad essere materialmente soppresse all’esito della realizzazione delle strutture divisorie”.

Il giudice per le indagini preliminari, sul caso specifico, si è poi espresso sostenendo come “il nutrito gruppo dei tifosi romanisti si è limitato a non accedere all’interno dello stadio e a stazionare nelle aree esterne per tutta la durata dell’incontro allo scopo di esprimere simbolicamente la propria posizione critica e il comportamento del tifoso in questione non presenta affatto estremi di gravità (è stato soltanto acceso un fumogeno n.d.r.) tali da fondare una valutazione talmente allarmante del soggetto e da giustificare l’asprezza della misura preventiva richiesta”.

Nessuna firma, dunque, per il tifoso romanista che invece, per poter accedere allo stadio, dovrà fare ricorso al TAR che, eventualmente, si pronuncerà sulla cancellazione del Daspo.

Ma la decisione del giudice, che ha ritenuto inoltre le misure “eccessive non solo per i c.d. ambienti degli ultrà, ma anche per la società civile”, rappresenta una vittoria importante sia per il legale Lorenzo Contucci che per i tifosi in generale. Ci si sta forse rendendo conto dell’esagerazione pretesa dal prefetto Gabrielli? È ancora presto per dirlo. Di sicuro, però, gli stadi si stanno vuotando domenica dopo domenica (al derby la Curva Sud e la Curva Nord non entreranno per protesta) ed è chiaro che ci sia un problema di fondo da non sottovalutare che va risolto il prima possibile.

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