ANAS, la variante di Morbegno tiene sveglio il pensionato Ciucci

Pietro Ciucci

In queste settimane, insieme ad Antonella Accroglianò, la “Dama Nera” dell’ANAS, sono finiti nei guai anche i due imprenditori catanesi Mimmo Costanzo e Concetto Bosco Lo Giudice, della Tecnis.

Come già spiegato, il motivo che ha portato gli inquirenti a mettere i due agli arresti domiciliari è stata la presunta mazzetta di 150mila euro riferita all’appalto da 145 milioni  di euro per la realizzazione della Variante di Morbegno, in Lombardia, vinto dai due imprenditori della Tecnis.

Costanzo e Bosco Lo Giudice, attraverso l’ex sottosegretario alle Infrastrutture Luigi Meduri (che nega ogni addebito e per il quale sono stati disposti i domiciliari) avrebbero chiesto alla Accroglianò l’autorizzazione alla cessione di un ramo d’azienda. Ma, in realtà, si trattava di un’illecita cessione del contratto di appalto dalle imprese siciliane Tecnis e Cogip alla valtellinese Cossi, effettivamente avvenuta a maggio 2015.

Che ruolo ebbe Pietro Ciucci, all’epoca dei fatti presidente ANAS, nella finta cessione del ramo d’azienda della Tecnis?  

L’ANAC di Raffaele Cantone, lo scorso luglio, ha ricevuto una diffida nei confronti di Ciucci da parte del legale delle Costruzioni Romane Spa (già Ing. Claudio Salini Grandi Lavori) con la quale è stato chiesto «di ritenere inefficace il subentro del gruppo Cossi nella titolarità dell’appalto».

Renato Cossi, titolare dell’impresa, si è detto «tranquillo» e «con la coscienza a posto».

Chissà se la pensa così anche il nostro pensionato d’oro Pietro Ciucci che ha avallato la pratica.

Chissà se stan tranquilli anche Claudio Picardi (già protagonista di svariati procedimenti per danno erariale) oggi sulla via della pensione anticipata ma, all’epoca dei misfatti, presidente di Commissione di quella gara e Giuseppe Barilà, componente tecnico della stessa commissione: quello che, in pratica, ha valutato tutti gli aspetti tecnici e i giustificativi. 

 

 

 

 

 

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Un Commento

  1. il giapponese said:

    Ma è proprio necessario consentire a qualcuno di andare in quiescenza”volontariamente” con il bottino della liquidazione con il dubbio che potrebbero essere licenziati in tronco e pertanto senza ulteriori compensi? Mi sembra quasi studiato ad arte. E se giorno 1 novembre qualcuno degli esodati volontari viene arrestato? Non è peccato buttare via i soldi. Non ne hanno già arraffato indegnamente e probabilmente illecitamente abbastanza?

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