[Video] Dipendenze: sul web parte la petizione contro lo spot dell’azzardo

È partita nel web, sulla piattaforma change.org, l’importante petizione online contro il gioco d’azzardo con l’hashtag #stopspotazzardo.

A lanciarla è Francesco Fiore, ex giocatore patologico, che in un video racconta la sua esperienza e chiede al presidente del consiglio, Matteo Renzi, di emanare un decreto legislativo urgente per vietare la pubblicità del gioco di azzardo nelle trasmissioni radiofoniche e televisive. Gli spot che invitano a giocare sono numerosi e molto accattivanti; voci simpatiche e piene di entusiasmo invitano gli ascoltatori a comprare questo o quel tagliando, a puntare al casinò su internet, facendo credere che le possibilità di vincita siano molto alte. Poco importa se gli spot, puntualmente, chiudono con parole che invitano a giocare moderatamente o annunciano che il gioco di azzardo è vietato ai minori di 18 anni. Sono solo la minima parte, finale e sfuggente, di una pubblicità che fa credere di poter cambiare la propria situazione economica in meglio con pochi secondi.

Molto spesso, poi, a invitare a tentare la fortuna con l’azzardo sono i volti di personaggi famosi, vip dello spettacolo o del mondo dello sport, che rendono più credibile il messaggio. Ma che ne sanno i vip di chi entra nel tunnel della dipendenza del gioco d’azzardo? Francesco Fiore, fortunatamente, ne è uscito. Il prezzo, è il caso di dirlo, è stato altissimo: “ho dilapidato tutti i miei risparmi, ho chiuso l’attività che gestivo dal 1999 e soprattutto ho rovinato una famiglia felice, la mia”. Chi viene travolto dal gioco d’azzardo, infatti, inevitabilmente trascina con sé i propri cari, familiari o amici. Lo si può leggere anche nei commenti alla petizione lanciata da Fiore, vere e proprie testimonianze drammatiche di chi è stato, ed è tuttora vicino a un conoscente, spesso un fidanzato o una moglie.

L’appello contro gli spot sull’azzardo, Fiore lo rivolge al presidente del consiglio Matteo Renzi, suo coetaneo e, come lui, padre di bambini. Per farlo, racconta la sua esperienza di ex giocatore dipendente di slot machine, videolottery, gratta-e-vinci e poker online. La politica ha già vinto una battaglia simile: era il 2004 quando il governo Berlusconi emanò il decreto legislativo contro la pubblicità dei prodotti del tabacco, ritenuti dannosi per la salute. Anche l’azzardo nuoce gravemente alla salute: a stabilirlo è stato proprio il ministero della Salute, che ha dimostrato essere la causa di dipendenza patologica. Nel silenzio della politica, l’unica voce contro l’azzardo è quella di Giorgia Meloni che, assieme al partito Fratelli d’Italia, si è fatta promotrice di un disegno di legge per combattere il gioco patologico.

Nel 2013, il decreto Balduzzi ha solamente stabilito che gli spot dovessero contenere formule di avvertimento sul rischio di dipendenza e informazioni sulle percentuali di vincita. Poche parole, appunto, quasi nascoste che il giocatore d’azzardo tenderà volutamente ad ignorare. Tanto sicuro, quanto illuso, di vincere, ma sempre alla giocata successiva.

Articoli correlati

0 Commenti

  1. aldo giovannetti said:

    Purtroppo le slot machine sono state introdotte in Italia da alcuni parlamentari per rimpinguare le loro tasche. Ecco il motivo per cui prolificano e non si riesce neppure a riscuotere le tasse. Credo che i parlamentari interessati oggi al gioco d’azzardo siano molti e, finchè seggono al Senato e alla Camera, perciò la petizione diventerà subito carta straccia.

  2. Pingback: Dipendenze: la piaga che rischia di piegare gli Italiani

*

Top