Corvi in Vaticano, chi è Francesca Chaouqui (amica di Lucchini e dell’Opus Dei)

Francesca Chaouqui, Gianni di Giovanni, Stefano Lucchini e Rita Menniti

Arrestata per aver diffuso documenti riservati, Francesca Chaouqui aveva già messo in imbarazzo papa Francesco, che si è dovuto amaramente pentire di averla nominata in una delicatissima commissione papale. Il pm ha convalidato l’arresto ma la donna (che si vantava con gli amici di avere grandi contatti nei servizi segreti e nella massoneria) è stata rimessa in libertà per la collaborazione prestata e perché “non sono più state ravvisate esigenze cautelari”.

Indubbiamente si tratta di un altro duro colpo per il Vaticano, visto che solo due giorni fa il computer del revisore dei conti della Santa Sede, Libero Milone – scelto a giugno dallo stesso Papa Francesco per supervisionare e controllare conti e bilanci di tutti gli organismi – è stato violato da un hacker informatico.

Guarda caso (ma si tratta ovviamente solo di una coincidenza) è un informatico anche il marito della Chaouqui, Corrado Lanino, che  lavora da anni all’interno delle Mura leonine e che l’ha portata in Vaticano.

Non che lei non avesse le qualità professionali per destreggiarsi al meglio in questo ambiente: calabrese, 32 anni, padre francese di origini egiziane, la Chaouqui è laureata in giurisprudenza, ma ha spiccate qualità di lobbista che mette sapientemente a frutto occupandosi di pubbliche relazioni per aziende del calibro della Ernst & Young.

A rafforzare il suo già pomposo curriculum è la solida amicizia con il monsignore spagnolo Lucio Angel Vallejo Baldail miglior economo che la chiesa abbia mai avuto in tutto il mondo», anche lui finito in manette) legato all’Opus Dei alla quale lei si dice “vicina spiritualmente” anche se “non sono numeraria”.

Dunque lobbista e legata all’Opus Dei. Proprio come l’amico Stefano Lucchini ex dirigente dell’Eni, considerato il lobbista più potente del Paese, e chiamato negli ambienti che contano “Sua Eminenza”. E che per la Chaouqui è «una gran persona che mi ha dato ottimi consigli».

Proprio grazie alla sua abilità di contornarsi di persone che contano, nel 2013 arriva la svolta: le telefona il monsignor Vallejo Balda, segretario della Prefettura per gli Affari economici, e le dice: «Potresti essere candidata al comitato referente sui dicasteri economici della Santa Sede. Mandami il tuo curriculum». Detto fatto. Entra così a far parte della Cosea, la Commissione referente di studio e indirizzo sull’organizzazione delle strutture economiche e amministrative della Santa Sede, guidata proprio da Vallejo Balda.

Il suo incarico alla Cosea desta non poca sorpresa, poiché ben pochi la conoscono. Ma diventa subito “famosa”, poche settimane dopo la nomina, sempre nell’estate del 2013, quando su Twitter compaiono dei suoi status in cui la donna esalta Vatileaks, prende di mira il cardinale Tarcisio Bertone (“un corrotto”) e l’ex ministro Giulio Tremonti (“un gay” che aveva il conto allo Ior). Lei ha sempre smentito di essere l’autrice dei tweet dando la colpa, anche stavolta, a degli hacker informatici.

Non contenta, qualche mese dopo, riesce persino a far irritare Papa Francesco quando, il 15 aprile 2014, prende parte all’organizzazione di un party sulla terrazza della Prefettura degli Affari economici (in via della Conciliazione a Roma) per permettere a politici e personaggi del jet set di assistere da una postazione privilegiata alle canonizzazioni di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II in piazza San Pietro. Su quella terrazza, mentre la Chaouqui fa gli onori di casa mentre monsignor Vallejo Balda distribuisce ai presenti la comunione in un bicchiere di cristallo: nulla di tutto questo piace a papa Bergoglio che poche settimane dopo decide addirittura di sciogliere la Cosea.

Insomma, questa donna ha creato grandi imbarazzi nel giro di pochissimo tempo. Addirittura, nel bel mezzo di Vikileaks, lo scandalo sulla fuga di documenti riservati dal Vaticano,nel 2012, la Chaouqui era diventata un’importante fonte di notizie di vari giornalisti e raccontava dell’esistenza di un “corvo donna” e di una commissione di “agenti segreti” istituita da Benedetto XVI con a capo “una coordinatrice, la vera stratega di Ratzinger”, incaricata di scovare i corvi.

Già lo scorso maggio il sempre molto informato Luigi Bisignani sulle colonne del Tempo denunciava la presenza negli appartamenti di Santa Marta di un vero e proprio “corvo, uno che conosce tutte le abitudini del Papa, censisce riunioni e spostamenti riservati, dimostrando una perfetta conoscenza degli incontri più delicati del Santo Padre”. Si riferiva forse alla Chaouqui?

Il dubbio è più che lecito visto che il 18 luglio, giorno della sua nomina pontificia, la Chaouqui trasmise ai suoi capi della Ernst & Young materiale riservato inviatole dal monsignor Vallejo Balda. Nei file, oltre ai numeri di cellulare e alle email di ogni membro, era contenuto anche il regolamento della commissione, in cui si legge: «A uso interno della Pontificia commissione referente, non per pubblicazione e non per distribuzione fuori della commissione».

Lei di fronte all’accusa di essere il corvo ha sempre ostentato sicurezza: «Chi mette in discussione me, mette in discussione il Papa» avrebbe detto. Adesso vedremo se finalmente abbasserà le piume.

 

 

 

 

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