Il Messico legalizza la marijuana

“Vado al massimo, vado in Messico” cantava Vasco Rossi. Adesso sarà il motto di moltissimi amanti delle droghe leggere. Perché? Perché adesso la marijuana in Messico è legale.

La Corte suprema messicana ha accettato il ricorso di un gruppo di attivisti che chiedevano la legalizzazione della cannabis nel paese. La sentenza rappresenta una svolta della legalizzazione della marijuana e sembra seguire il percorso di legalizzazione già avvenuto in alcuni stati dell’America latina e degli Stati Uniti.

Un’apertura che presto potrebbe arrivare anche in Canada. In un articolo su La Stampa si legge che quattro giudici della Corte suprema hanno votato a favore della legalizzazione della marijuana a scopo ricreativo, mentre uno solo si è detto contrario.

Ma il tema fa comunque discutere: il Presidente Enrique Peña Nieto, sottolinea che la sentenza non apre le porte alla legalizzazione del consumo, del commercio o del trasporto della marijuana. Non fa altro che confermare quello che già avviene in pratica. Il Presidente ha dalla sua parte l’opinione pubblica: secondo un sondaggio recente, solo il 20% della popolazione è favorevole a un cambiamento della legge e l’opposizione della Chiesa cattolica è netta. Gli esperti aggiungono che la Corte deve confermare questa decisione in altri cinque casi simili affinché la sentenza stabilisca un precedente in grado di cambiare la legge”.

La legalizzazione da parte della Corte Suprema messicana non fa altro che seguire un clima di apertura alla marijuana già in atti nell’America Latina: “L’Uruguay ha legalizzato il consumo nel 2013, in Cile da quest’anno si può produrre cannabis per scopi medici, in Brasile la corte suprema sta dibattendo la depenalizzazione, mentre in Bolivia è legittimo l’uso tradizionale di foglie di coca. In Colombia, il Presidente Santos, un fautore della legalizzazione, ha ordinato la fine del programma di fumigazione aerea di glisofato.

Lo stesso Messico ha di recente introdotto l’uso della marijuana per motivi sanitari. Una bambina di otto anni, che soffre di convulsioni a causa di una rara malattia, è stata il paziente zero. Fino a qui gli sviluppi recenti in America Latina, ma non dimentichiamo che quel continente include anche altri due Paesi, Canada e Stati Uniti.

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