A Roma nasce la “cosa 2.0” del sindacato

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Quella nata a Roma ieri, in un affollato convegno organizzato dall’ associazione Nuove Socialità, non è una nuova confederazione sindacale ma una nuova forma di fare sindacato dove “i sindacati di categoria devono uscire dall’angolo e dimostrare di saper essere protagonisti della nuova sfida che guarda al futuro puntando sulla radicale trasformazione del modello sindacale ed una nuova strategia improntata alla qualità dell’azione sindacale e alla capacità di tornare in piazza per ribellarsi allo schiacciamento dei diritti dei lavoratori e per sostenerne i diritti.

Non più manifestazioni “politiche” utili solo a chi le promuove, ma manifestazioni di volontà tese a riportare al centro dell’attenzione della politica i lavoratori e il mondo del lavoro”. Con queste parole Salvatore Ronghi, Presidente di Nuove Socialità ha aperto il convegno che ha visto la partecipazione di un folto pubblico di sindacalisti che hanno ascoltato le opinioni del segretario della Ugl Comunicazioni Salvatore Muscarella, del Segretario della Ugl Telecomunicazioni, Stefano Conti, del segretario di Fismic/Confsal Roberto Di Maulo, del Segretario di Fast/Confsal Trasporti Pietro Serbassi, del Segretario di Federazione Intesa Francesco Prudenzano, del Segretario del Coordinamento Sicurezza Unione Generale Lavoratori, Antonio Scolletta.

Scopo principale del convegno, ha affermato Ronghi, è quello di aprire un dibattito mirato a far emergere un “nuovo modello sindacale fondato sulla partecipazione e sulla centralità dei lavoratori e delle categorie, e quindi, sul “rovesciamento della piramide”. Non più, dunque, il modello verticistico e distante dalle realtà territoriali e dai problemi dei luoghi di lavoro delle confederazioni, ma un sindacato rappresentato dalle categorie e dei territori, che, rafforzando il proprio ruolo di piazza e di proposta, accoglie la sfida della rappresentatività e rilancia sul tema della partecipazione”. Al convegno hanno partecipato anche esponenti di primo piano della politica bipartisan. Il senatore  Maurizio Gasparri (FI), il senatore. Maurizio Sacconi (Ncd), il deputato Marco Di Lello (Pd) e Adriano Palozzi consigliere regionale del Lazio di F.I. Tutti gli esponenti politici hanno raccolto le indicazioni dei relatori volte a riscrivere le norme sulla rappresentatività del sindacato nel momento in cui la crisi di credibilità del sindacato ha raggiunto il punto più alto e i lavoratori sono sfiduciati mentre si profila un intervento del governo che rischia di far sparire tutte le sigle che si oppongono al monopolio instaurato da CGIL,CISL e UIL.

Roberto di Di Maulo, capo del sindacato metalmeccanici della Fismic/Confasal ha affermato che “si è aperta e deve spalancarsi una fase nuova che vede la centralità e il protagonismo delle categorie a  cui vanno destinate le risorse derivanti dalla fiducia espressa dai lavoratori, in quanto più vicine alle esigenze di questi ultimi”.  Concetto ribadito da Pietro Serbassi segretario del Fast/Confasal  (trasporti), riferendosi alla contrattazione di secondo livello ha aggiunto che  è necessario che la contrattazione nazionale si occupi solo dei diritti fondamentali del lavoratore ma che “la puntuale definizione del rapporto di lavoro sia affidata interamente alla contrattazione decentrata ed aziendale”

Anche i Segretari provenienti dall’area Ugl si sono espressi in tal senso e in particolare Antonio Scolletta,  ha ricordato come “proprio nel comparto della Sicurezza, si giochi una delle più importanti partite della democrazia e della libertà nell’esercizio dei diritti sindacali da parte degli agenti delle Forze dell’Ordine. Ciò non solo per garantire quello che è un diritto primario, ma anche per fronteggiare le “aggressioni” alla libertà sindacale di questa categoria di lavoratori, aggressioni che, talvolta, sono provenute proprio dalla politica”.

Stefano Conti Segretario del settore Ugl Telecomunicazioni ha  parlato del caso Telecom che ha, di fatto, svenduto al capitale straniero la più grande impresa italiana di telecomunicazioni senza che i lavoratori potessero intervenire per evitarlo. A tal fine, ha proseguito Conti, “Il nuovo modello sindacale pone le basi per dare vera attuazione alla partecipazione e all’art. 46 della Costituzione per far sì che i lavoratori siano protagonisti dei processi produttivi e del processo di sviluppo del Paese”. Francesco Prudenzano, Segretario di Federazione Intesa,  ha dichiarato che il nuovo modello sindacale alla legge sulla rappresentatività che sta prendendo forma in Parlamento anche nel pubblico impiego “non impone soltanto una capacità rappresentativa numerica, ma anche una capacità rappresentativa degli scenari economici e sostanziale, ovvero una visione strategica complessiva dei grandi temi dell’economia e del lavoro ed un coordinamento delle azioni di politica sindacale e di proposta tesa alle politiche attive del lavoro”. Prima delle conclusioni affidate a Salvatore Muscarella ha preso la parola Taddeo Albanese, Segretario Generale dell’Ugl che si oppone alla cordata Capone/Polverini/Cetica il quale ha affermato come “nel nuovo concetto di confederalità dell’Ugl sia presente in modo molto forte la componente categoriale a cui è affidata la missione di risolvere le problematiche economiche dei contratti tenendo conto delle variegate realtà imprenditoriali presenti sul territorio”.

Salvatore Muscarella, Segtario di Ugl Comunicazioni ha tratto le conclusioni affermando che i temi esposti da sindacalisti che hanno provenienze culturali e politiche diverse non possano che essere il punto di partenza per una battaglia volta a rimettere al centro della contrattazione le categorie e la reale rappresentanza delle varie sigle. “Oggi – ha proseguito Muscarella – non nasce un nuovo sindacato ma una “nuova idea di sindacato” che mette al centro di tutto la persona e mitra a raggiungere l’obiettivo della partecipazione come unico scopo per risollevare le sorti di un’ economia devastata prima dalle Ideologia classiste e poi dall’arroganza finanziaria”. Infine Muscarella  ha raccolto l’impegno dei politici presenti al convegno al fini di arrivare ad una modifica delle norme sulla rappresentanza sindacale che favoriscano solo i soliti noti della triplice.

Il convegno sarà replicato, nelle prossime settimane, a Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Torino e Milano.

Insomma qualcosa si muove nel mondo sindacale e la cronaca non è più costretta, dopo tanto tempo, a parlare solo di scandali di pensioni di sindacalisti gonfiate o di spese pazze fatte con i soldi dei lavoratori. Dal convegno di ieri ci sono le premesse per arrivare ad un nuovo modello di rappresentanza e di rappresentatività. La palla passa ora alla politica che speriamo non sottovaluti il problema e accetti regole e norme che sarebbero deleterie sia per i lavoratori italiani che per tutta l’economia nazionale.

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3 Commenti

  1. Giuseppe said:

    E’ di oggi la sospensione delle relazioni sindacali da parte dell’Abi con la Federazione del Credito dell’Ugl. Inoltre anche il gruppo FCA (Fiat e Chrysler) ha interrotto le relazioni sindacali e ha sospeso l’effettuazione della trattenuta sindacale degli iscritti Ugl e il conseguente versamento sul conto del sindacato. Insomma l’Ugl, o meglio le due Ugl, quella del trio Polverini/Cetica/Capone e quella dell’assolo Albanese, sprofondano sempre più nel burrone e nel ridicolo. Con buona pace dei tanti fabbricanti, sia dell’una che dell’altra partigianeria, di proclami verbosi su fantomatiche “glorie” passate, sulla tutela degli interessi e dei diritti dei lavoratori, sull’onore da riscattare e altre amenità del genere.
    Balle stratosferiche che troveranno la giusta risposta nella fuga a gambe levate degli iscritti.

  2. marco said:

    Gasparri chi????…lo stesso che applaudiva nell’ordine: Cetica, Polverini, Centrella……..ahhhh….e questo sarebbe il nuovo modo di fare sindacato? Quello di appoggiarsi ai vecchi arnesi della politica? e poi chi? Gli espulsi che cercano di rientrare dalla finestra? Al pudore non vi è mai fine e lei, caro dott. Visconti, non riesce proprio ad arrossire.

  3. Giuseppe said:

    Parole, parole, parole, recitava il refrain di una vecchia canzone di successo di Mina. E qui sono solo parole al vento. La partecipazione poi di certi politicanti del liberismo politico ed economico che sono stati corresponsabili della detiva sociale di questi ultimi venti anni la dice lunga sulla credibilità di questa kermesse che puzza tanto di ludi cartacei prossimi venturi. Ugl 1 o Ugl 2 la sostanza non cambia. E i lavoratori, i pensionati, i precari, i disoccupati lo sanno bene. Di questi sindacati di sistema ne fanno volentieri a meno.

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