Poliziotto ubriaco falsifica alcol test: “Mi avvalgo della facoltà di non rispondere”

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Un altro (in teoria) tutore dell’ordine che si avvale della facoltà di non rispondere. Dopo i 5 carabinieri indagati per la morte di Stefano Cucchi che hanno scelto il silenzio, questa volta tocca ad un poliziotto di Bologna. Insieme ad un medico, è infatti accusato di falso ideologico per aver, appunto, falsificato un referto dopo un alcol test durante un posto di blocco.

L’agente, non in servizio in quella circostanza, era stato trovato (dai carabinieri) con un tasso alcolico di 1,8 g/l verso l’una del 15 maggio scorso. Due ore dopo, però, l’alcool in corpo del militare era completamente sparito.

Il poliziotto, poi, accompagnato da un collega in ospedale dopo il controllo stradale e dopo essersi sottoposto ad ulteriori analisi, aveva miracolosamente smaltito tutto l’alcool risultato precedentemente. Con l’aiuto di un medico “amico”. Consulenze tecniche hanno infatti dimostrato che per smaltire una simile quantità registrata dal test sono necessarie almeno 20 ore.

Quella notte sono inoltre emersi ripetuti contatti telefonici tra il poliziotto “brillo” e il medico.

“Secondo le indagini – come riporta l’edizione del Corriere della Sera di Bologna- il falso referto, rilasciato da un laboratorio cittadino, è stato fatto per poter ricorrere contro la multa ed eventualmente contro un decreto penale di condanna per la guida in stato di ebbrezza”.

I due, probabilmente colti con le mani nel sacco, però preferiscono rimanere in silenzio ed attendere ulteriori sviluppi.

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