Rissa tra mamme al derby dei pulcini: “vaff** brutta ne**a…”

I pulcini giocano e le galline si beccano. Non si tratta di una diatriba nel pollaio, ma di una rissa in piena regola dopo il derby. Il fatto curioso è che a picchiarsi ed insultarsi (insulti a sfondo razziale) sono stati i genitori dei pulcini, classe 2005, rispettivamente di Juve e Torino.

Il fatto è avvenuto domenica 8 novembre a Borgomanero (Novara), nel corso delle finali del torneo Junior Cup riservato alla categoria Pulcini 2005 e organizzato dal Borgomanero Calcio. E’ finito proprio male il derby Juve-Toro dei bimbi. Risultato? Una mamma con il collare, un papà con un occhio nero e una ventina di bambini di dieci anni che avrebbero voluto solo passare un bel pomeriggio invece di vergognarsi dei propri genitori.

La redazione di Toronews.net e la Gazzetta dello Sport hanno pubblicato il racconto di due genitori di un mini giocatore del Granata, fatti oggetto di una vera e propria aggressione a sfondo razziale. A quanto pare, ancora prima della finale inizia a sfottere alcune mamme del Granata e un bimbo di colore che gioca nella squadra (che tristezza). Per tutta la partita continua con gli insulti alle varie mamme e al piccolo dic olore mettendo in dubbio la sua età. Al termine della partita (vince il Toro) i genitori di entrambe le squadre vanno al bar del campo e qui la situazione degenera:

“Uscendo dal bar lo incrocio e anche nei miei confronti rilancia con gli sfottò e a quel punto gli rispondo per le rime accusandolo di essere un rompiballe e di non essere un uomo. Perché un uomo non se la prende con una donna. A quel punto mi viene contro e mio marito interviene interponendosi tra me e lui. Intervengono altri genitori e dopo un po’ di strattoni e urla la situazione si placa tra gli uomini, mentre due/tre mamme juventine vengono verso di me e inveendo tentano di colpirmi con una borsa verde che riesco a strappargli dalle mani. A quel punto una signora mi tira per i capelli ma poi si allontanano velocemente portate via dai loro mariti.”

Ma non è finita qui. Ristabilita una calma apparente la signora aggredita va da quella che le aveva tirato i capelli per chiarirsi e questa, per tutta risposta le dice: “Vaffanculo negra di merda, torna al tuo paese”. Il marito della signora interviene e “cominciano a prenderlo a calci colpendolo in faccia e sul corpo, mi butto in mezzo nel tentativo di staccarli ma a mia volta cado e vengo anch’io colpita a calci sulla testa e su tutto il corpo. Nel frattempo sopraggiungono delle altre persone, che riescono a portare via i due aggressori, mentre noi rimanevamo a terra sanguinanti e doloranti. I due aggressori con la moglie salgono in macchina e si allontanano. Viene chiamata un ambulanza e veniamo portati al pronto soccorso, ove veniamo medicati”.

Che lo sport dei piccoli alimenti l’agonismo dei genitori, che vedono nei figli la loro “seconda opportunità”, è risaputo. Ma da qui ad insultare e prendere a calci e pugni mamme e papà degli “avversari” dei propri bambini, ce ne passa. Che cosa impara un bimbo di dieci anni che vede i suoi genitori picchiarsi con quelli dei propri coetanei? Chissà quanto si sarà vergognato quel bambino che voleva solo giocare a calcio.

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