Stadio Roma: giornali vs costruttori, chi avrà ragione?

La “guerra” tra interessi di giornali e costruttori è ripartita. Sempre se mai si sia interrotta realmente. Di cosa stiamo parlando? Del nuovo stadio della Roma, a Tor di Valle.

Si farà? Non si farà? Se lo chiedono soprattutto i tifosi giallorossi che, leggendo i giornali, sono in confusione totale.

Interesse pubblico, cubature, Ecomostro, progetto in Regione, metro A, B, C, D e chi più ne ha più ne metta. Ogni giorno sembra esserci un ostacolo nuovo.

Di mezzo ci sono gli interessi, tanti, di costruttori, sponsor e società che puntano alla realizzazione del nuovo impianto. Anche se la situazione resta sicuramente poco chiara

Da un lato il “Messaggero”, che con il suo editore-costruttore, Francesco Gaetano Caltagirone (escluso dal progetto), continua ad ostacolarne la realizzazione sperando che un altro costruttore, Parnasi, possa rimanere con un pugno di mosche in mano sul più bello. Dall’altro, invece, altri quotidiani romani come il “Tempo”, che diversamente sono sempre più convinti che lo stadio di Tor di Valle si farà e spingono per la sua realizzazione imminente.

“Il progetto è pronto”, titolava ieri mattina il giornale di Gian Marco Chiocci. “Il 23 novembre la consegna delle carte e i lavori dovrebbero partite entro il 2016“.

Ma la verità qual è? Sta nel mezzo. Perché se è vero che il piano é incompleto e non è stato ancora approvato, è altrettanto probabile che alla fine la situazione possa procedere per il meglio.

Le incertezze, più che altro, riguardano la tempistica. Si tratta di un progetto non a breve termine che non dovrebbe vedere la luce prima del 2018.

I tifosi incrociano le dita. Chi legge il “Messaggero” tende a deprimersi, chi si affida al “Tempo”, invece, ad esaltarsi.

Il consiglio è sempre quello di rimanere con i piedi per terra e aspettare che finalmente si muova qualcosa concretamente.

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