Casa Fini-Tulliani a Montecarlo: colossale speculazione finanziaria

Fini ma che combini? Non c’è titolo migliore per descrivere la grande speculazione finanziaria relativa alla storia dell’abitazione di Montecarlo ereditato da An e finito prima nella mani di Gianfranco Fini, poi del cognato Giancarlo Tulliani.

Il “Giornale” di ieri ha dedicato ampio spazio alla questione.
“La casa del cognato di Fini, svenduta nel 2008 da Alleanza Nazionale per soli 300 Mila euro è stata appena ceduta con un’operazione che ha fruttato un guadagno enorme alla famiglia Fini”.

Pochi giorni fa, infatti, è stata rivenduta a 1,4 milioni di euro. Un milione in più del prezzo di acquisto (sic!).

L’appartamento, fantastico, di Montecarlo, è bene ricordare che era stato donato agli eredi di Giorgio Almirante dalla contessa romana Annamaria Colleoni. “Come contributo alla buona battaglia e alla difesa dei valori della destra”. Ma Fini, quei valori, non si può certo sostenere che li abbia continuati a difendere. Non solo, è ancora bene ricordare che, combinazione delle combinazioni, la vendita (precisamente ufficializzata due giorni fa) della casa di Montecarlo, coincide esattamente con la valutazione che Fini aveva fatto fare da due esperti del settore a suo tempo e che collocavano il valore dell’immobile tra il milione e il milione e duecento di euro. Salvo poi accontentarsi di soli 300 mila euro.

L’allora presidente della Camera dichiarò in tv che “il valore era addirittura di 230 mila euro e che non è affatto una reggia anche se si trova in un Principato”. Non solo, tentó anche di far credere di non saperne nulla, benché la società acquirente gli fosse stata presentata dal cognato.
“L’operazione attuale, poi, è stata camuffata da un intrico di società off shore svelate nell’atto di vendita, redatto dal notaio Magali Crovetto-Aquilina il 15 ottobre scorso “, si legge sempre su “Il Giornale”.

Mentre le società che si sono passate la casa, saltellano da un’isoletta offshore all’altra, l’appartamento resta sempre nelle mani di Tulliani, sotto la regia anche di Fini.
“Si arriva così al 15 ottobre. Davanti al notaio ci sono tre persone; Pascal Chaisaz, Alex James e Pirmin Swen Luond, rampollo di una dinastia di industriali elvetici. Ad un certo punto alla compravendita si aggiunge una quarta persona, Olivia Samar per conto della Banca Internazionale di Lussemburgo”. La stessa che ha concesso a Luond un mutuo astronomico per compare tutta la casa.
Venduta a 300 mila ricomprata a 1,400 milioni di euro. La speculazione finanziaria è quindi compiuta.

Articoli correlati

Un Commento

  1. Giuseppe said:

    Dunque l’appartamento era destinato secondo la contessa Colleoni “come contributo alla buona battaglia e alla difesa dei valori della destra”. Ma quali valori aveva quel partito dei generali e delle contesse, quel destrismo reazionario e conservatore, filo atlantico, filo sionista e liberal liberista se non quelli finanziari e mangerecci nel trogolo del sistema dove era immerso fino sl collo? Fini è stato coerentissimo con quei valori che gli sono stati trasmessi dai cattivi maestri e mistificatori del missismo storico. Non per niente fu il pupillo dell’attore Almirante.

*

Top