Vigili: ma quale piano anticorruzione?

Piano anticorruzione al Comune di Roma? Rotazioni per stroncare il fenomeno delle mazzette? “Ma ci faccia il piacere”, parola di giudice del Lavoro Flavio Baraschi.

Accolte così in pieno le richieste della Uil che aveva contestato il metodo adottato nell’applicazione del piano anti corruzione e condannato il Campidoglio anche al pagamento delle spese legali (4200 euro).

Non solo, adesso c’è anche il rischio che i vigili ruotati facciano ricorso e otterranno un indennizzo per il “disturbo”. Che paese l’Italia.

Saltata dunque la “geniale” strategia di Marino e Clemente che dal 2014 al 2016 aveva portato alle rotazioni territoriali, di funzione dei vigili ed a casi di dirigenti avvicendati (il Corriere della Sera vita quello clamoroso dell’ex comandante di Ostia Roberto Stefano).

Il giudice ha ammesso la “violazione dei doveri di preventiva informazione sindacale previsti dalla legge” e ha dichiarato non corretto il comportamento di Roma Capitale”.

Come già accennato, il Comune adesso potrà fare ricorso, naturalmente, ma con il serio rischio di un susseguente ricorso da parte di tutti i vigili ruotati con una possibilità di vittoria praticamente scontata.

Una nuova tegola sull’attività della passata giunta, dopo quelle arrivate dal Tar su diverse delibere, in particolare in tema di mobilità.

Tutto da rifare dunque, sperando che adesso venga presentato un piano migliore…

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