Dipendenze: la piaga che rischia di piegare gli Italiani

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Dalla ludopatia al legame ossessivo con smartphone e tablet.

Numeri e cifre di un fenomeno in espansione sempre più legato alla tecnologia.

Le dipendenze si confermano sempre più motivo di oppressione di tanti italiani. “Per molti, libertà è la facoltà di scegliere le proprie schiavitù” sosteneva il sociologo Gustave Le Bon. Alla domanda su che cosa oggi si intenda per schiavitù, verrebbe da rispondere che ogni epoca ha le proprie. Le dipendenze sono la tipologia di schiavitù in auge nella nostra epoca, sempre in continua evoluzione, a tal punto che è stato coniato il termine “nuove dipendenze”.

Quelle più conosciute, ovviamente, sono le tossicodipendenze, intese come dipendenze da sostanze stupefacenti. È chiaro come ogni dipendenza, in quanto tale, si riveli tossica riducendo la mente e l’organismo di ogni persona in stato di prigionia e sottomissione.

Parafrasando Le Bon, occorre notare come gli italiani che decidono di scegliere di diventare schiavi, aumenti ogni anno. O almeno, ad aumentare, sono le loro somme di denaro. Secondo le cifre fornite dall’associazione Libera, ad esempio, gli importi delle scommesse in Italia sono aumentati addirittura del 600%, raggiungendo gli 85 miliardi del 2013. L’entità delle cifre è drammaticamente importante, se si pensa che in Italia, comprendendo i neonati, toccano i 1.450 euro a testa; arrivano a 1.890 euro se consideriamo solo gli italiani maggiorenni. La tentazione di cambiare la propria situazione economica è enorme, come già denunciato in occasione del lancio della petizione #stopspotazzardo, ed aumenta se le pubblicità televisive e radiofoniche lanciano il messaggio che si diventa ricchi facilmente attraverso la lotteria del gratta-e-vinci o giocando ai videopoker.

Il mercato delle scommesse è florido, imponente e sempre in attivo: quasi 36 milioni di italiani hanno giocato almeno una volta. Secondo Libera, sono 49 i clan della malavita nostrana che gestiscono il commercio del gioco d’azzardo, arrivando a mobilitare circa il 4% del Pil nazionale.

Ma se da un lato questo mondo variegato produce ricchezza per pochi, allo stesso tempo riduce sul lastrico troppe famiglie: sempre secondo Libera, infatti, sono 800 mila le persone affette da dipendenza da gioco da azzardo, mentre sono quasi 2 milioni i giocatori a rischio. Questa dipendenza un nome ce l’ha ed è “ludopatia” o “gap”, gioco d’azzardo patologico. Come gran parte delle dipendenze, anche questo è un fenomeno trasversale, che coinvolge diversi strati della popolazione e varie classi economiche. Negli ultimi dieci anni, però, si è riscontrato un pericoloso aumento dei ludopatici tra gli adolescenti e le donne. Il dramma della dipendenza, come accade quasi sempre, non coinvolge singolarmente la persona. Il ludopatico, infatti, per far fronte alla mole di debiti che accumula, è spinto a richiedere le risorse economiche ai propri cari, come i familiari ed amici. Molto spesso, poi, si consumano vere e proprie tragedie all’interno delle mura domestiche, a causa di chi cerca soldi o gioielli di famiglia da rivendere. E non è un caso, infatti, se negli ultimi anni si è assistito, assieme all’aumento di somme giocate, a un incremento importante di aperture di negozi “Compro oro”. La tendenza di giocare alle slot machines o al gratta-e-vinci ha trasformato, inoltre, i bar da luoghi di ritrovo e socialità in spazi di isolamento e atomizzazione. Nel 2013, poi, circa il 71% degli over 65 ha tentato la fortuna con l’azzardo. Non solo maschi di media età, tra i 30-40 anni, dunque, ma anche anziani, spesso troppo soli. I giochi preferiti, secondo una ricerca, sono stato il lotto e il superenalotto (30%), seguiti dai gratta-e-vinci e dalle altre lotterie istantanee.

Ad essere coinvolti, come descritto nell’articolo “Tra i minorenni italiani è in costante crescita la dipendenza dal gioco d’azzardo”, sono anche i più giovani. Eppure gli adolescenti, sono coinvolti da un’altra forma di schiavitù nota come “dipendenza affettiva da smartphone e tablet”. L’Università Cattolica di Milano, nel suo ultimo rapporto quantitativo “Net children Go Mobile” ha evidenziato come l’86% dei ragazzi italiani, tra i 9 e i 16 anni, ha dichiarato di sentirsi più vicini ai propri amici da quando ha uno smartphone, mentre il 62% si sente più connesso con la famiglia. Gli apparecchi tecnologici offrono inevitabilmente una comunicazione costante e frequente con i propri cari, e così in questo modo gli adolescenti sviluppano un rapporto di affetto con il proprio smartphone.

Non è un caso che il 52% dei ragazzi abbia esternato un “forte bisogno” di controllare il cellulare, mentre il 43% si sente a disagio quando non può disporre del proprio cellulare o per assenza di campo o per la batteria scarica. Circa 1,2 milioni di bambini tra 10 e 17 anni gioca d’azzardo: appare evidente il legame tra lo sviluppo della “dipendenza affettiva” e l’utilizzo assiduo degli apparecchi con l’aumento del gioco d’azzardo tra adolescenti che non vengono adeguatamente visionati o responsabilizzati dai propri genitori. E che, oltre al gioco d’azzardo, attraverso la connessione al web, possono sviluppare ulteriori dipendenze, come quella del sesso.

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