Antonia De Mita, quando i voti dei padri non ricadono sui figli

De Mita

Come si dice, tale padre, tale figlia. E invece no. Antonia De Mita, secondogenita del democristiano Ciriaco, è finita nella lista “dei trombati” delle elezioni europee. Confermando che i voti dei padri, non sempre ricadono sui figli. Lei, “giornalista ed esperta di cinema e costume”, e vincitrice del premio “faccia di bronzo” (leggi qui) aveva deciso di scendere in campo nelle file di Ncd e Udc. Forse invidiosa delle carriere politiche in famiglia (tra il padre ed i cugini), era decisa a raccogliere l’eredità del babbo. Lui, segretario storico della Dc dal 1982 al 1989 e presidente del Consiglio dal 1988 al 1989. Dal 1984 sedeva al Parlamento europeo di Strasburgo,  occupando il seggio che avrebbe tanto voluto lasciare alla figlia. Ma da quando i seggi europei sono ereditari?

Antonia, non l’avrà presa bene questa non elezione. Infatti, sembra che abbia un carattere “tostissimo”, ma la memoria corta, molto corta. Un po’ di tempo fa, scriveva sul suo profilo Facebook un post a vetriolo: “Casini utilizza tutti per poi fregarli”. Beh, a questo punto, siamo costretti a consegnarle, per la seconda volta (primato assoluto), il premio “faccia di bronzo” seconda edizione. “Dai, a papà”, una vittoria l’hai comunque portata a casa.

RETTIFICA: Antonia De Mita, in una cortese telefonata, ci ha fatto rilevare che alla fine non si è più candidata alle elezioni europee- L’offerta si, c’era stata, ma senza un seguito. Quindi la sua “trombatura” riguarda soltanto la candidatura e non l’esito delle urne.

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