Privatizzazioni, dopo le Poste è il turno delle Ferrovie

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Fs sarà quotata in Borsa. Questa mattina il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto che detta le direttive dell’operazione: sul mercato finirà al massimo il 40% del capitale (venduto tramite un’offerta iniziale d’acquisto destinata ad un azionariato diffuso). Una quota del capitale sarà destinata ai dipendenti.

I dettagli dell’operazione di privatizzazione verranno decisi e resi noti nelle prossime settimane.

Intanto le linee generali sono state illustrate dal ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio che ha spiegato che non è ancora stato stabilito se sarà ceduta solo una quota della holding delle Ferrovie o anche un pacchetto azionario della rete. Ma rassicura che Fs resterà pubblica.

Delrio ha parlato di un “rafforzamento dell’indipendenza del gestore” e si ipotizza che verrà consolidata la governance di Rfi rendendola indipendente ma lasciandola nel perimetro del gruppo.

Ma chi porterà in Borsa l’azienda? Il presidente Marcello Messori e l’amministratore delegato Michele Elia non sono d’accordo sulle modalità di privatizzazione della società.

Mercoledì scorso, il premier Renzi ha convocato entrambi a Palazzo Chigi per un chiarimento definitivo. Giovedì prossimo ci sarà un cda della società, nella quale si potrebbe arrivare ad un redde rationem. Due le ipotesi da vagliare: la prima è che sia Elia che Messori si dimettano; in alternativa il ministero del Tesoro potrebbe chiedere ai suoi consiglieri di abbandonare la poltrona, azzerando il board.

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