Il caso Gubitosi e la copertina dell’Espresso

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La denunzia presentata dal sig. Piero Di Lorenzo nei confronti dei sigg.ri Raveggi e Galvagni è stata archiviata con ordinanza GIP Tribunale di Roma in data 23.03.2015 per insostenibilità dell’accusa in giudizio, a seguito di relativa richiesta 16.07.2014 della Procura”

Ogni volta che don Abbondio Gubitosi è in difficoltà, puntuale arriva un servizio, un’intervista, un’inchiesta, di un pio giornalista sensibile alle sirene del potere RAI (del resto, la carne è carne), che lo mette sul cavallo bianco e fa  suonare la fanfara. Anche in questa occasione in cui gli “schiaffi” della politica non mancano (il Premier Renzi tratta don Abbondio Gubitosi da fastidio molesto, il Ministro non lo riceve nemmeno ed il Parlamento gli respinge ogni supplica), arriva l’aiutino mediatico. A proposito, ma il nostro “eroe” non era già dotato di due fenomeni (trascinati in Rai dall’esterno) che vantavano le migliori competenze sulla piazza in tema di Rapporti istituzionali e Relazioni esterne?

È il caso di raccontare il retroscena dell’intera vicenda. Sono passati diversi mesi e la domanda: “Ma questi se ne accorgono soltanto ora?”, verrebbe spontanea. C’è da chiarire però, che non ci siamo “svegliati” adesso (come fanno molti della Grande Stampa), è solo che, a volte, bisogna saper aspettare e credere nella buona fede di un giornalista o un’intera testata. Magari, era in uscita una seconda puntata? Un approfondimento sulla vicenda? Macchè, figuriamoci. Quindi, dopo tanto attendere, andiamo avanti.

A fine dicembre 2013 Lirio Abbate, giornalista dell’Espresso, chiama uno degli avvocati di Piero di Lorenzo, Antonio Ingroia,  per dirgli che il suo  direttore, Bruno Manfellotto, lo ha incaricato di fare un “servizio”  sugli sprechi di denaro pubblico in RAI e sulle notizie di abusi nel sistema degli appalti.

Siccome nessun giornalista (in buona fede) poteva ignorare che in quel momento la principale fonte di informazione sull’argomento era Piero  Di Lorenzo, correttamente Abbate  chiede di incontrarlo insieme allo stesso Ingroia.

“Domani sto fuori; appena torno, domani sera, ti richiamo per fissare l’incontro”, dice Abbate  ad Ingroia. Passa una settimana e Abbate non si fa sentire. Ingroia lo chiama tre volte per sapere se la richiesta d’incontro è ancora valida.

Il giornalista nicchia, prende tempo, si giustifica… rinvia a gennaio, ma, dopo varie telefonate,  anche il mese successivo l’incontro salta.

Ingroia, insospettito, chiede  notizie a Bruno Manfellotto, il quale gli conferma l’incarico ad Abbate e correttamente lo rassicura che (certamente) il giornalista sarà interessato a completare le sue informazioni, avendo un colloquio con Di Lorenzo.

Evidentemente però  “qualcuna”,  nel frattempo, aveva spiegato ad Abbate che il “servizio”  doveva essere di servizio a Gubitosi e quindi Di Lorenzo (che da Gubitosi è stato  sempre osteggiato ferocemente  nella sua battaglia anticorruzione in Rai)  non andava coinvolto.

Tutto il “servizio”, infatti,  risente dell’impostazione “a servizio RAI”. Scrive Abbate:  “E’ stata  la stessa Rai a denunciare lo scorso Dicembre irregolarità in numerose gare d’appalto che si sono svolte tra Agosto e Settembre 2011…”

E non aggiunge altro. Peccato che, dopo un anno e mezzo di totale sottovalutazione del problema, la RAI aveva confezionato in fretta e furia la denuncia dopo che Di Lorenzo (nella conferenza stampa di ottobre sul caso Gubitosi e le tangenti in RAI), aveva denunciato notizie di interferenze mafiose nel sistema degli appalti in RAI e la totale assenza ed inadeguatezza del dg ed i suoi famigli nell’affrontare il problema.

Perché Abbate possa verificare, alleghiamo la registrazione delle Conferenze stampa di Di Lorenzo a Strasburgo e poi a Roma titolate “Il caso Gubitosi”.

Continua Abbate: “ La RAI ha adottato da un paio  di anni, (con l’arrivo di Gubitosi ovviamente),  regole di trasparenza  nelle gare nel rispetto del codice degli appalti” (ma quanto è preciso Abbate nel racconto!).

Peccato, che questo è quello che dicono i famigli di Gubitosi, ma non è affatto vero. Di Lorenzo ha addirittura accusato Gubitosi di aver mentito sull’argomento alla Commissione di Vigilanza RAI, sfidandolo  a querelarlo.

Ma don Abbondio Gubitosi si è ben guardato dal querelare , accucciandosi come tutti gli altri sotto il muro di silenzio che Costanza Esclapon, Stefano Lucchini (ormai dimissionario da Eni), il Conte zio  e gli altri famigli con vari sistemi  hanno ottenuto dai pennivendoli amici.

Ma perché pensare sempre al male? Magari Lirio Abbate è in buona fede; si è fidato dei suggerimenti e delle informazioni che gli ha dato la collega e non voleva certo  rinunciare alla completezza dell’informazione per fare un servizio a Gubitosi.

Vedremo dalle reazioni se questa lettura buonista corrisponde alla realtà, oppure sarà smentita dai fatti che possono prendere anche la forma di una vendetta affidata ad un articoletto velenoso firmato da un collega.

Ovviamente sarà nostra cura riprendere e commentare.


Conferenza Stampa tenuta da Pietro Di Lorenzo presso la sede del Parlamento Europeo a Strasburgo
Conferenza Stampa tenuta da Pietro Di Lorenzo presso l’hotel Residenza di Ripetta a Roma

 

 

 

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Un Commento

  1. Stefano Solinas said:

    GUBITOSI…Quello che allontana professionisti eccellenti tipo Giampaolo Rossi ( Rai Net) non rinnovandogli il contratto e poi fa assumere tre esterni amici suoi? NO GRAZIE.

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