Cara Romina Power nessuno specula su Ylenia

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«Cara stampa, torno in Italia per rimanere paralizzata davanti ad un’edicola».

Si rivolge così Romina Power alla stampa italiana. In seguito alla svolta nelle indagini che riguardano la scomparsa della figlia Ylenia (primogenita della Power e Al Bano Carrisi) Romina si sfoga con una lettera aperta e divulgata proprio nel giorno del 45esimo compleanno di Ylenia.

«Basta speculazioni! Basta attività! Una madre chiede, anzi impone, il silenzio stampa. Per mia figlia, la mia Ylenia Carrisi. Basta! Ci sono tante disgrazie nel mondo quotidianamente, ma, consapevolmente speculare sul dolore altrui, lo trovo la più grande bassezza. Si dà per certo ciò che non lo è, pur di fare del becero sensazionalismo, pur di vendere e guadagnare qualche sporca moneta. Chi compila quelle ‘notizie’ avrà pure una famiglia – avrà pure un po’ di empatia, come si fa a non avere più cuore? Un cuore per una famiglia che soffre da anni».

Le parole della cantante sono naturalmente dettate dal dolore di una madre addolorata. Ma la stampa italiana che si sta occupando del caso non lo fa per “speculare”, la speculazione è altra cosa. Speculare sulla tragedia, sul dolore, significa parlare di un fatto senza un fine se non quello di avere un proprio tornaconto personale. Non è questo l’interesse dei vari giornali che si stanno occupando di Ylenia. La coppia Power Carrisi è forse la più famosa nella storia della musica leggera italiana. Al Bano e Romina sono praticamente parte di tutte le famiglie italiane, sono due personaggi pubblici e sono stati (loro malgrado) coinvolti in un caso di cronaca che sarebbe finito comunque sui giornali anche se non avesse interessato due personaggi del loro calibro.

Da vent’anni la stampa si occupa del caso di Ylenia e sono molti gli elementi emersi proprio grazie alle indagini dei giornali. Nell’autunno del 2011, grazie alla trasmissione Chi l’ha visto? è emersa la testimonianza di una ragazza di New Orleans che per anni fu vittima di violenze psicofisiche da parte dell’ex fidanzato di Ylenia (Masakela), l’ultimo ad  averla vista. La donna ha rivelato di non essere in grado di intendere e di volere, che era come stregata, come sotto l’effetto di un incantesimo, che sapeva di stare facendo del male alla propria famiglia ma nonostante ciò non riusciva ad allontanarsi da lui.

Un’altra testimonianza al programma televisivo è quella di un uomo, anch’egli musicista, che conosce di vista Masakela e che lo descrive ripetutamente come «un violento e un vigliacco, uno che tratta malissimo le donne. Le usa, le violenta, le attira con i suoi discorsi,  offre loro da bere e mette droga nei loro bicchieri, poi, una volta stordite, le violenta. A una ha fatto del male per anni, le spegneva anche le sigarette addosso». L’avvocato che nel 1994 difese Masakela, negli stessi servizi del programma, riguardo alle frequenti e numerosissime scomparse di giovani donne avvenute in città, e in particolare a quella di Ylenia Carrisi, ha afferma: “la polizia di New Orleans non era in grado, come non lo è tuttora, di occuparsi della situazione. Se se ne fosse occupata l’FBI, le cose sarebbero andate in modo diverso”.

Tutta Italia sta seguendo la vicenda di Ylenia e aspetta trepidante l’esito delle analisi del Dna. Non per speculare, ma per sapere che fine ha fatto Ylenia, dov’è finita quella ragazzina con il vestito a fiori che, è la figlia di Al Bano e Romina, ma sta a cuore a tutti.

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