Coca Cola flop, chiude il suo network di ricercatori sulla salute

coca cola

Doveva essere un consorzio di ricercatori esperti di salute e alimentazione: peccato che il Global Energy Balance Network, finanziato dalla Coca Cola, ha chiuso.

Le accuse più dure sono arrivate negli ultimi mesi, dopo il tentativo di minimizzare il legame tra bibite zuccherate e obesità. Le polemiche si erano infiammate lo scorso agosto, quando un’inchiesta del New York Times, aveva svelato gli ingenti finanziamenti da parte della Coca Cola, provocando una serie di polemiche e accuse da parte di diverse istituzioni pubbliche, culminate nella decisione dell’università del Colorado di restituire un milione di dollari che la multinazionale delle bollicine aveva destinato alla facoltà di medicina dell’ateneo per mettere in piedi il network.

L’organizzazione no profit, guidata da un professore presso la Scuola di Medicina dell’Università del Colorado, nel tentativo di dimostrare la propria trasparenza, ha spiegato che, dal 2010 ha investito quasi 113 milioni di euro per finanziare la ricerca scientifica in programmi per la salute negli Stati Uniti.

Coca Cola, però, è stata criticata da varie associazioni di tutto il mondo per aver sostenuto l’idea che il modo principale per prevenire l’obesità è l’esercizio fisico, invece di porre l’attenzione su un’alimentazione sana, o sulle calorie e sullo zucchero presente nelle loro bevande.

Così, da lunedì scorso sul sito del Global Energy Balance Network è comparso il messaggio: “Con effetto immediato, GEBN ha cessato le sue attività a causa delle limitate risorse. Apprezziamo l’impegno circa il bilancio energetico che è stato dimostrato con l’adesione sin dalla nostra nascita e incoraggiamo gli associati a continuare per perseguire l’obiettivo ‘di unire e coinvolgere gli scienziati dei vari settori e di altri esperti di tutto il mondo per far progredire la scienza del bilancio energetico e raggiungere una vita più sana”.

Articoli correlati

*

Top