Esselunga: accuse di spionaggio, patron Caprotti senza pace

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Non c’è pace per il marchio Esselunga: il proprietario Bernardo Caprotti rischia il processo con le accuse di spionaggio nei confronti del marchio concorrente Coop.

Più precisamente, il pm di Milano Gaetano Ruta ha chiesto il rinvio a giudizio di Caprotti, del direttore della testata Libero Maurizio Belpietro e del giornalista Gianluigi Nuzzi nell’ambito di un’inchiesta con al centro una presunta campagna denigratoria contro Coop Lombardia. Alla base della diffamazione ci sarebbe l’acquisto di un cd-rom contenente telefonate illecitamente registrate sulle utenze del direttore della Coop di Vigevano che ha consentito di «realizzare servizi contro Coop Lombardia, concorrente commerciale di Esselunga».

Proprio un anno fa venivano resi noti gli utili della catena di ipermercati di Caprotti: Esselunga nel 2013 realizzò 16.241 euro di fatturato per metro quadro (è così che si misura l’efficienza nel comparto) ed è l’unico dei gruppi presi in considerazione dalla ricerca di Mediobanca sulla grande distribuzione a mostrare un segno positivo (+1,3%) rispetto al 2009. Al secondo posto, ma ben distanziata, la Coop: 6.773 euro a metro quadro (con un calo del 2,5% rispetto al 2009): dal rapporto Mediobanca emerse però che i guadagni delle Coop nel 2013 sono stati trainati più dalla gestione finanziaria tramite la vendita dei Bot che dai supermercati.

La guerra tra Esselunga e Coop va avanti da anni, coinvolge molte amministrazioni locali e non riguarda solo questi due marchi: anche Marcello Cestaro, industriale e dirigente sportivo che attraverso Unicomm gestisce i marchi Emisfero Familia, A&O, è tra gli imprenditori italiani ostacolati dallo strapotere economico delle coop, strutture commerciali con una precisa identità politica (leggi qui).

Ora, dunque, arriva l’ultimo ostacolo contro il patron di Esselunga: secondo il pm, Caprotti avrebbe svolto il ruolo di «finanziatore della campagna diffamatoria» contro la concorrente Coop. L’operazione sarebbe stata effettuata per consentire a Belpietro e Nuzzi di realizzare, nel 2010, «un servizio giornalistico sfruttando il contenuto delle suddette intercettazioni illecite» e screditare la concorrente di Esselunga. Ora, dunque, si attende la decisione del gup sulla richiesta di rinvio a giudizio (l’udienza preliminare non è ancora fissata). Il 13 gennaio 2010 venne quindi pubblicato il primo articolo su Libero «dal titolo ‘La Coop ti spia’» nel quale «si riferisce che Daniele Ferrè avrebbe partecipato a un incontro per la consegna di un cd-rom contenente oltre 800 telefonate raccolte illecitamente nei confronti di dipendenti della Coop Lombardia».

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