Terrorismo, schedati tutti i passeggeri sui voli da e per l’Ue

Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha annunciato che si è raggiunto l’accordo al Consiglio Ue degli Affari interni sulla direttiva Pnr, passenger name record, per la registrazione e la conservazione dei dati dei passeggeri dei voli nell’Unione europea.

«Finalmente abbiamo raggiunto un accordo sulla registrazione dei nomi dei passeggeri, la famosa direttiva Pnr, che da tanti anni si aspettava».

La proposta, infatti, era già pronta nel 2007, ma ci sono voluti gli attentati di Parigi per sbloccare i veti che l’Europarlamento poneva in nome della tutela della privacy.

L’accordo, raggiunto all’unanimità al Consiglio Ue Affari, anche per via delle “pressioni” della Francia, «si concluderà definitivamente il 15 dicembre e prevede la possibilità per le polizie di avere in chiaro i nomi dei passeggeri per sei mesi» e criptati per quattro anni e mezzo.

Le compagnie aeree avranno l’obbligo di archiviare «tutte le indicazioni anagrafiche e una serie di altri dati importanti dei passeggeri».

L’accordo per la registrazione dei dati dei passeggeri (Pnr), ha specificato Alfano, «prevede la possibilità per le polizie di avere in chiaro i nomi dei passeggeri, con l’obbligo per le compagnie aeree di tenere archiviati le indicazioni anagrafiche ed una serie di dati molto importanti».

«Questo – ha aggiunto il ministro dell’interno – è un caso concreto di come l’Europa si sta attrezzando per controllare meglio gli accessi in Europa e gli spostamenti da e per l’Europa».

L’accordo raggiunto dai ministri degli interni europei sul Pnr prevede che saranno registrati i dati di chi vola in Europa anche sui voli interni e sui charter.

Alfano ha poi detto che il Consiglio Ue degli Affari interni ha deciso per «un rafforzamento di Europol, con una collaborazione più forte tra Europol e le agenzie a cominciare da Frontex. Si sta avanzando su tutti i settori, anche se è chiaro che di fronte alla minaccia terroristica non ci si può accontentare, e bisogna spingere sempre di più sulla collaborazione a cominciare da quella di polizia, giudiziaria e fra le intelligence europee».

«Bisogna spingere sempre di più sulla cooperazione di polizia, giudiziaria e tra le intelligence europee» con un «modello italiano da esportare in Europa».

«Degli avanzamenti ci sono ma non ci stancheremo fin quando non avremo raggiunto un livello di cooperazione che ci renda paragonabili ad altre federazioni nel mondo e ad altri ambiti di cooperazione,come quelle all’interno degli Stati Uniti, che hanno un livello più avanzato».

In particolare, indica il ministro dell’interno, l’Italia ha sostenuto il modello nazionale del Comitato di analisi strategica anti-terrorismo «al quale partecipano sia le forze anti-terrorismo delle forze dell’ordine, sia i servizi» ed in cui «si mettono insieme tutte le informazioni: alcune vengono girate alla magistratura, altre vengono utilizzate dalle forze di polizia per il nostro lavoro di prevenzione».

«Questo modello – conclude Alfano – stiamo cercando di esportarlo a livello europeo. Qualche piccolo risultato lo abbiamo ottenuto, però certamente questa è la strada».

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