La Roma passa tra fischi e paure

Qualificazione centrata, ma in casa Roma è impossibile gioire per il modo in cui è stata ottenuta. E lo stadio Olimpico, a fine gara, non ha esitato a fischiare sonoramente i giocatori giallorossi.

Se non fosse stato per Szczesny, eroe per una serata, a quest’ora si parlerebbe di fallimento e di un esonero di Garcia praticamente certo.

E invece, con soli 6 punti conquistati e 16 gol subiti in 6 partite, arriva una qualificazione agli ottavi di Champions che tiene a galla ancora la Roma.

Ma nella partita contro il Bate Borisov sono usciti tutti i limiti della squadra capitolina. Distanza abissale tra reparti, gioco inesistente, forma fisica scadente e tanta, tanta paura.

Alla fine, oltre al portiere polacco, va ringraziato anche il Barcellona di Luis Enrique (che due settimane prima aveva umiliato Nainggolan e compagni) per aver fermato sull’1 a 1 il Bayer Leverkusen.

No, non si può proprio gioire per come é arrivata questa qualificazione.

Anche perché giocando in questo modo si rischia l’ennesima figuraccia agli ottavi. Gli ostacoli maggiori si chiamano infatti Real Madrid, Bayern Monaco e Manchester City, ma ci sono anche Atletico Madrid e Chelsea a far paura.

Inoltre, i fischi di ieri testimoniamo una disaffezione palese da parte dei tifosi della Roma verso la propria squadra del cuore. Le critiche sono per la prestazione, per l’enorme paura, per i tremolii che chi ama questi colori è stato costretto a subire, contro una squadra, il Bate, che costa un decimo di quella giallorossa.

“Non siamo più gli stessi di prima, ho meno soluzioni in attacco. Siamo in un momento della stagione difficile, ma abbiamo centrato l’obiettivo”, ha commentato Garcia a fine gara. Più duro il presidente Pallotta che se l’è presa con i giornalisti. “Lasciate in pace la Roma“.

Domenica, poi, ci sarà il match al San Paolo di Napoli. No, esultare adesso proprio non si può…

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