La Dama Nera dopo l’ANAS fa tremare il CAS

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Il Consorzio per le Autostrade Siciliane è la Concessionaria autostradale delle tratte A20 Messina-Palermo e A18 Messina-Catania e Siracusa-Gela.

Molti dei “tecnici” arrestati nell’ambito dell’inchiesta che ha coinvolto (e sconvolto) l’ANAS portando in carcere la “Dama Nera” risultano fra i vari collaudatori inviati a controllare le opere autostradali del Consorzio per le Autostrade Siciliane.

Antonella Accroglianò è riuscita a guadagnarsi gli arresti domiciliari in quanto si sta dimostrando molto “collaborativa”. E si può facilmente presumere che se deciderà di vuotare completamente il sacco, al Cas inizieranno gli svenimenti e le irreperibilità.

Innanzitutto va detto che il Cas, concessionario ANAS fino al 2012, oggi è amministrativamente controllato dalla Regione Sicilia (l’Assessorato Infrastrutture e la Giunta) e, dal punto di vista tecnico costruttivo e della manutenzione, dalla Svica (Struttura di vigilanza delle concessionarie autostradali che ha sede presso il Mit).

Il Cas è gestito da un consiglio direttivo interamente nominato dal governatore Rosario Crocetta: un insegnante/commercialista (Rosario Faraci) e una architetto con laurea triennale (Marino Rosa Marino), entrambi provenienti, guarda caso, dalla sua Gela, i quali si aggiungono al precedente commissario Antonino Gazzara di Messina (ex deputato di Forza Italia) e all’avvocato Nitto Rosso attualmente nella redazione di un giornale online ibleo che nel Consiglio sostituisce il professor Francesco Vermiglio (membro laico del Consiglio per l’Economia vaticana, unico italiano nominato da Papa Francesco).

Il Cas ha anche un Collegio dei Revisori e un’assemblea dei soci (tutti enti pubblici) che viene convocata solo qualche volta all’anno (di solito per approvare i bilanci).

È in tale contesto siciliano pubblico che si muovo alcuni degli imprenditori, collaudatori e tecnici a vario titolo coinvolti nello scandalo della Dama Nera: i collaudatori delle opere autostradali Cas non sono solo tecnici o funzionari ANAS.

In qualche caso infatti, il Consorzio si è avvalso e di avvale tutt’ora di bravi tecnici locali. Tra i più bravi e fra i più incaricati, rientra, senza dubbio, l’architetto Calogero Beringheli (vicecapo dell’Ufficio di Gabinetto dell’assessorato alle Infrastrutture fino alle dimissioni, lo scorso giugno).

Di lui si dice sia passato “alla storia” in quanto, appena nominato commissario del Cas, ha provveduto senza esitare ad “auto-liquidarsi” parecchi arretrati maturati nelle sue numerose nomine da collaudatore. Un professionista instancabile, visto che è anche sindaco di Caronia, comune attraversato da numerosi espropri dell’A20.

Inoltre, è noto anche per la sua premura nel recapitare gli assegni al suo anzianissimo collega Giuseppe Musolino, età stimata 93enne, tuttora collaudatore “al proprio domicilio” di un lotto della Siracusa-Gela. Infatti è residente a Roma, da dove non si muove ma continua a ricevere i suoi onorari.

Abbiamo chiesto all’ANAS se è possibile che un quasi centenario sia ancora operativo come collaudatore e continui a percepire compensi ad ogni contenzioso con l’impresa. Ma, purtroppo, abbiamo scoperto che non è possibile recuperare questa informazione in quanto, ad oggi, il Cas e neppure l’ANAS, pubblica sui propri siti i nominativi dei collaudatori.

Non solo: in ANAS, ad oggi, non esiste un albo dei collaudatori. Sebbene ci sia sempre stata la fila per svolgere questa “incombenza” nessuno (finora) ha formalizzato in un elenco ufficiale. Il che ha permesso a molti funzionari di arricchirsi.

Quello del collaudatore, infatti, è un ruolo molto gratificante dal punto di vista economico e della durata. Anche decennale, se i contenziosi sono lunghi (Non osiamo pensare quanto percepiranno i collaudatori di quella impresa siciliana che ha ottenuto un provvedimento esecutivo contro il Cas per 18 milioni di euro. Ma purtroppo, a causa di una “trasparenza” poco trasparente non è un’informazione che si riuscirà a reperire facilmente).

Fra i personaggi romani che sembrano reggere le fila di tante vicende Cas, oltre la Dama Nera, non bisogna trascurare il meno noto ingegner Massimo Schintu dell’Aiscat, (l’Associazione Italiana Società Concessionarie Autostrade e Trafori, gestita attraverso i compensi versati da tutte le concessionarie autostradali d’Italia).

Schintu occupa un posto di prestigio nell’Associazione. Un posto che gli permette di avere una visuale privilegiata sulle vicende interne riguardanti le concessionarie. Abilissimo a dispensare consigli riesce a intrattenere rapporti su vari livelli (tutti di alto profilo) tanto da riuscire a suggerire perfino, incarichi tecnici e legali su richiesta. Ha rapporti con
funzionari di vari ministeri, ma anche con gli apicali delle autostrade (con quelli che possono affidare incarichi).

È il riferimento di tutte le concessionarie operanti in ambito nazionale. In compenso riesce, facendo il giro inverso, a ricompensare quanti, a suo avviso, lo meritano: i maligni sostengono, infatti, che il recente (e importante) incarico di revisore dei conti all’Aiscat, non a caso, sia stato affidato all’attuale giovane presidente Cas Rosario Faraci con pochissima esperienza in campo autostradale.

Il Consorzio, a sua volta, per difendere la propria concessione davanti al Consiglio di giustizia amministrativa di Palermo, ha stranamente aggiunto (quasi alla fine del contenzioso) un legale romano molto vicino all’Aiscat. Si tratta dell’avvocato Claudio Guccione, che le malelingue del Cas sostenevano allora essere nipote di Pietro Ciucci.

Il Consorzio aveva già due famosi illustri avvocati (uno di Catania e uno di Palermo) eppure quasi alla fine ha voluto aggiungere un legale di Roma “ben visto” nell’ambiente Aiscat. Un caso?

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3 Commenti

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  2. Disoccupato indignato said:

    Ho capito bene? Un 93 enne lavora ancora e gli portano gli assegni a casa? Caro Renzi ma come vuoi risolvere i problemi della disoccupazione? Dando lavoro agli ultra novantenni ? Complimenti.

  3. ex dipendente Cas said:

    Sarebbe opportuno e doveroso per chi come voi ne ha la possibilità, approfondire l’argomento dei compensi ai fortunati sigg. collaudatori (ricordo che solo Beringheli è stato nominato ben nove o dieci volte sui vari lotti A20).Facendo riferimento alla valutazione economica accordata dal Consorzio, uscirebbero finalmente fuori le incalcolabili somme liquidate dal CAS, sia ai tecnici ANAS che a tutti gli altri, in piena violazione alla normativa vigente spesso ignorata dal dorato verminaio di C.da Scoppo (Messina) da sempre strettamente connessa agli uffici romani ANAS, AISCAT e ministeriali.

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