Roma, bocciato l’aumento delle strisce blu (voluto da Marino)

strisce blu

L’aumento da 1 a 1,50 euro l’ora delle strisce blu nella Capitale, chiesto dall’assessore della Mobilità Guido Improta, è stato bocciato anche dal Consiglio di Stato.

Sono dovuti passare sei mesi dalla prima stoccata arrivata in primo grado al Tar del Lazio. La sentenza del Consiglio di Stato spiega che “al punto 1.2 del Piano Generale del Traffico Urbano è sostenuto che esso è basato sulla condivisione, cioè alla sostituzione delle regole attuali, orientate prioritariamente alla gestione e al controllo dell’occupazione degli spazi, con misure di condivisione spaziale della città, come: bonus di mobilità, car o bikesharing, mobility management, trasporto pubblico, open data, sosta tariffata, isole ambientali e smart card”. In sostanza, non si sono avute le contemporanee e ulteriori misure che avrebbero giustificato l’adeguamento delle tariffe orarie.

Nonostante sia decaduta da oltre un mese, dunque, l’amministrazione targata Marino continua ad essere silurata: l’ultima bocciatura riguarda, per la seconda volta, l’innalzamento delle tariffe per le soste nelle strisce blu. «La V sezione del Consiglio di Stato, presidente Mario Luigi Torsello, relatore Antonio Amicuzzi, ha emesso una sentenza sul ricorso d’appello promosso da Roma Capitale – ha fatto sapere il Codacons – con la quale boccia l’incremento della tariffa per la sosta da 1 euro a 1,50 l’ora, poiché l’amministrazione non ha tenuto conto, nel decidere tale rincaro, della necessità di prevedere adeguate e contemporanee misure di sviluppo del trasporto pubblico».

Altrettanta soddisfazione è stata espressa dall’ex capogruppo di Fratelli d’Italia in Campidoglio, Fabrizio Ghera, che contro l’aumento delle tariffe delle strisce blu aveva presentato ricorsi e interrogazioni: “Da subito abbiamo denunciato che quegli aumenti erano illegittimi e segnalammo la vicenda alla Procura della Repubblica attraverso un esposto. In questi due anni e mezzo, la sinistra che ha governato Roma non ha messo in campo alcun provvedimento migliorativo, solo aumenti e mazzate per i romani”.

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