Epatite, nuovi farmaci solo a metà degli ammalati

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Il medicinale di nuova generazione per trattare chi è affetto da epatite (permette l’eradicazione del virus HCV con un trattamento di tre settimane), purtroppo, non è ancora alla portata di tutti. Nonostante le rassicurazioni del ministero della Salute.

«A un anno dalla stipula del  contratto per la rimborsabilità delle nuove terapie contro l’epatite C sono stati trattati solo la metà dei 50mila pazienti che la ministra della Salute Beatrice Lorenzin aveva promesso di curare con il fondo per i nuovi farmaci» denunciano i rappresentanti delle associazioni Arcigay, Anlaids, Lila, Nadir, Mario Mieli e Plus .

«C’è un ragionevole rischio che il sistema italiano non riesca ad arruolare per tempo i 50.000 pazienti come previsto dal contratto (riservato) con l’azienda Gilead, compromettendo quindi gli sconti che il contratto prevede se questo si avverasse, sarebbe molto grave visto che i pazienti con confezione Hiv/Hcv sono già inseriti in percorsi di cura che potrebbero garantire non solo il rapido accesso al trattamento con i nuovi farmaci, ma anche un livello altissimo di aderenza al trattamento e alle cure».

Mentre le Istituzioni cercano di trovare una soluzione che vada incontro a più persone possibile, molti italiani si sono organizzati diversamente: con una spesa intorno ai 2mila euro vanno a comprare il farmaco in India o ad Hong Kong. Un fenomeno che andrebbe analizzato per essere sicuri che vengano rispettati tutti i parametri di sicurezza.

L’epatite C colpisce circa il 3% della popolazione mondiale. Ogni anno, ai circa 170 milioni di individui già infetti, si aggiungono tra i 3 e i 4 milioni di nuovi casi.

 

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Un Commento

  1. Luca said:

    Con questi numeri da epidemia ci si fa ancora ricattare da una maledetta multinazionale del farmaco che pensa solo a far cassa,i soldi regalati per le ricerche che fine fanno … non bastano pennoni per costoro …

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