Omofobia e unioni civili fanno litigare anche i marxisti

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La notizia dell’approvazione delle unioni civili in Grecia ha portato all’acceso scontro tra il filosofo marxista Diego Fusaro e la band musicale antifascista dei 99 Posse.

Teatro del dibattito è stato Twitter, il social network che ancora una volta si è rivelato molto poco social. “Caro @fattoquotidiano perchè dai spazio ad un omofobo (e siamo stati buoni) come @DiegoFusaro?”: la battaglia a colpi di cinguettii nasce con questo interrogativo posto dai paladini della tolleranza come i 99 Posse. I musicisti che devono il proprio successo a veri e propri inni del pluralismo con ritornelli del calibro di “ho un rigurgito antifascista, se vedo un punto nero ci sparo a vista” se la sono presa con l’articolo di Diego Fusaro in cui commentava l’approvazione delle unioni civili nella Grecia devastata economicamente e socialmente (leggi qui).

Immediata è stata la risposta di Fusaro che su Twitter si definisce “Allievo indipendente di Hegel e Marx. Al di là di destra e sinistra. Anticapitalista in lotta per l’emancipazione umana”. Ecco, il punto è proprio questo: la strada che porta all’emancipazione del genere umano potrà mai passare per il riconoscimento delle unioni civili approvate pochi giorni fa in Grecia? Difficile crederlo per Fusaro, accusato dal Tribunale della Laica Inquisizione – presieduto dai 99 Posse – di aver sostenuto che “le unioni civili …possono anche essere un buon distrattore di massa, tale da far credere che vi siano emancipazione e progresso quando invece regnano sovrani la miseria e lo sfruttamento, la violenza economica e l’erosione dei diritti sociali”.

Ma stiamo scherzando? Un pensiero del genere non può essere scritto; anzi, non dev’essere neanche pensato secondo i campioni di tolleranza partenopei. Una sorta di “psicoreato” come aveva prefigurato George Orwell nel romanzo ‘1984’: è tanto simpatica quanto incoerente la logica di chi da un lato vuole il riconoscimento dei diritti civili per tutti, per poi far calare la scure della “psicopolizia” e della censura più reazionaria come quella invocata dai 99 Posse verso Fusaro.

“Nella Grecia commissariata dalla troika e sottomessa alle sacre leggi del debito – ha sottolineato il filosofo marxista – eterosessuali e omosessuali potranno ora sposarsi liberamente, ma non avranno un lavoro né la sanità garantita, grazie alle politiche della troika e del “ce lo chiede l’Europa”. I diritti civili senza i diritti sociali sono pura formalità astratta”. E così, ecco che dai 99 Posse è scattato l’insulto (“Fatti un giro nei quartieri popolari di Napoli così la smetti di scrivere cazzate”) rispedito al mittente (“Sono nato e cresciuti nella proletaria Torino. Le cazzate sono quelle che cantate ben pagati voi”); ma soprattutto, puntuale è arrivata dai musicisti l’accusa di “omofobia”, considerata da Fusaro un semplice strumento del pensiero unico che mira anche in questo caso a frammentare il conflitto di classe per destrutturare la coscienza di classe: gli omosessuali non sono una classe sociale, conclude Fusaro, quindi “marxianamente non ha senso essere contro o a favore degli omosessuali”. Parola di chi è allievo di Marx, mica di Vladimir Luxuria.

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