La “sprecopoli” a Bruxelles della Regione Siciliana

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Devono sentirsi accerchiati, come durante l’assedio di Fort Apache, i dipendenti della sede di rappresentanza della Regione Siciliana a Bruxelles. Da mesi le vicende connesse all’ufficio sono sulla bocca di tutti, diventando un eclatante esempio degli sprechi delle amministrazioni italiane nell’era della “spending rewiew”.
Lo si è intuito quando David Parenzo, nel corso di una puntata della sua video-inchiesta “Grazie Europa” online sul sito del Corriere della Sera, è stato respinto in malo modo dalla dirigente dell’ufficio Maria Cristina Stimolo, contrariata dall’insistenza del giornalista che chiedeva semplicemente di poter  vistare e filmare i locali che la ospitano. Come se ci fosse qualcosa da nascondere. In effetti è palpabile il tono inquisitorio con cui l’informazione si approccia all’argomento, a cui si oppone la diffidenza verso chi vuole saperne di più sull’attività, e soprattutto la produttività,  di ciò che alla fine è pur sempre finanziato dai contribuenti.
Domande più che legittime, anche perché non tutto si è svolto e continua a svolgersi con linearità e trasparenza. Basti pensare all’orientamento ondivago che hanno i Governatori siciliani ogni qualvolta si trovano a dover decidere delle sorti dell’appartamento sito in Rue Belliard, e del personale che lo popola. E’ il caso di Raffaele Lombardo, europarlamentare dal 1999 al 2008 e poi diventato presidente della Regione Siciliana dal 2008 al 2012, che aveva acquistato i 750 mq di locali per la modica cifra di 3 milioni di euro, ripartiti tra acquisto e ristrutturazione. Riempiendoli di un numero cospicuo di “figli di”, rampolli di imprenditori, politici, dirigenti e potentati vari. Per poi tornare sui suoi passi e ridurre drasticamente l’organico a soli due elementi, la Dott.ssa Stimolo ed un funzionario.
Questo fino all’avvento di Rosario Crocetta, l’attuale Governatore, che ha inteso rilanciare l’attività della sede ripopolandola, e per fare ciò ha rispolverato una legge del 2002 che ne disciplinava attività e numero di dipendenti. A suo dire essa ricopre un’importanza fondamentale, e per questo, ad oggi, vi lavorano un dirigente, otto dipendenti ( 4 interni e 4 esterni) e tre stagisti, reclutati direttamente dallo stesso Crocetta.
Ma tutto questo ha un costo, che rapportato a tutto ciò che nell’isola risulta incompiuto, ci sembra veramente eccessivo. E non si parla del ponte sullo Stretto, ma di provvedimenti  infinitamente più utili alla popolazione siciliana. Potenziamento delle infrastrutture, risanamento di intere porzioni di territorio, sostegno all’imprenditoria locale e salvaguardia dell’ambiente, per citarne alcuni.
Allora sei li che scorri le “spese per il funzionamento dell’Ufficio di Bruxelles” e rimani basito per l’incremento delle spese per il personale in un solo anno, quasi raddoppiate, che non scenderanno nel prossimo triennio arrivando ad ammontare a 1,3 milioni di euro.
Ma la ciliegina sulla torta deve ancora arrivare. E si chiama, immancabilmente, auto blu, immancabile croce e delizia dei politici e degli amministratori italiani. Un esemplare è parcheggiato in un garage limitrofo all’ufficio nella capitale belga. Si dice faccia parte dell’autoparco della Regione, portata da Palermo per essere utilizzata da Crocetta durante le sue permanenze a Bruxelles. In media una o due volte al mese. Ma tranquilli, a breve intraprenderà il viaggio di ritorno per essere sostituita da un esemplare blindato. Costo dello scherzetto 80mila euro l’anno. Dalla Regione fanno sapere che il mezzo verrà utilizzato esclusivamente per gli spostamenti del Governatore, ed in via eccezionale da qualche esponente del Governo in trasferta nella città che ospita il Parlamento Europeo.
Ci si chiede se Crocetta possa fare a meno dell’odioso oggetto simbolo della Casta, come anche se la Regione Siciliana possa contenere le spese dell’ufficio. Le proposte fioccano copiose: qualcuno propone di darlo in uso, a titolo oneroso, ad enti e soggetti rappresentativi di interessi siciliani. Altri invocano la sua vendita, che frutterebbe diversi milioni di euro. In effetti, nell’era di Internet, mantenere una rappresentanza “fisica” di tale portata è un’esagerazione, soprattutto comparata agli effettivi risultati raggiunti. Come eccessivi sono gli affitti pagati dal resto delle Regioni italiane che non dispongono di locali di proprietà, e molte volte accade che rimangano semideserti, con i pochi impiegati a svolgere la pura attività della presenza.
Interloquire con l’Europa è sicuramente fondamentale per gli Enti locali, ma il modo con cui si fa deve essere necessariamente rivisto, per evitare che il vento del qualunquismo e dell’antipolitica soffi sempre più forte.

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