Di mattina malato e niente lavoro, di sera nei pub a cantare Califano: assolto

califano

“Tutto il resto è noia, no, non ho detto gioia. Ma noia, noia, noia…”. È sempre un piacere leggere, ascoltare e cantare le note del compianto Franco Califano. L’artista romano era, sicuramente, anche uno dei preferiti di Ezio Capri, autista dell’Atac che amava esibirsi nei pub e nei ristoranti intonando le canzoni del “Califfo”.

Cosa c’è di male? Nulla, se non fosse che il conducente si dava malato la mattina a lavoro (presentando regolarmente all’Atac il certificato) per poi, la sera, guarire improvvisamente e salire sul palco.  Al signor Capri, veniva sempre la febbre in concomitanza del sabato o di altri giorni festivi.

Il suoi colleghi dell’Atac e altri dirigenti hanno notato questa stranezza. E’ stato denunciato e il pm Erminio Amelio, gli ha contestato il reato di truffa aggravata. D’altronde, non si può mica stare male la mattina per andare a lavoro e la sera, magicamente, tornare in forza e cantare Califano. Ma, evidentemente, anche il gip Stefano Aprile sarà un fan del”Califfo”, visto che ha deciso di scagionare l’autista da ogni accusa. ”Il fatto non sussiste e i certificati non erano falsi”. Quantomeno singolare la sentenza del giudice. Ora si aspettano le motivazioni.

Di sicuro, Ezio Capri, si è rivelato un bel furbetto. In malattia percepiva ugualmente il suo stipendio, a cui si aggiungevano i soldi che si metteva in tasca in ogni esibizione nei pub e nei ristoranti romani. “Mica sono un assenteista io. Se ho uno sbalzo di pressione e guido posso mettere a repentaglio vite umane. Se canto sto meglio”.

E, meno male per lui, c’è anche qualcuno che gli ha creduto.

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