Paolo Castelli: il lavoratore più onesto d’Italia

Evviva i lavoratori onesti. Dovrebbe una cosa normale vedere persone che credono in ció che fanno, ma, soprattutto in Italia, spesso non è così.

Ne stiamo vedendo di tutti i colori, tra dipendenti di aziende “furbetti” che timbrano il cartellino e poi riescono immediatamente dall’ufficio, a chi cerca in tutti i modi di darsi in malattia piuttosto che svegliarsi e andare a lavorare.

La parola “scansafatiche” non è sicuramente nel vocabolario di Paolo Castelli, proprietario di un negozio alimentare, aperto dal nonno nel 1965. La sua storia è stata raccontata da “La Stampa” e dovrebbe far riflettere tutti coloro che, tra sotterfugi e furbate, cercano di lavorare il meno possibile.

Siamo a Lecco, più precisamente a Mandello del Lario e lui, il signor Castelli, il suo negozio (“Fratelli Castelli”) non lo chiude, nemmeno un giorno, dal primo gennaio del 2010.

“Mi piace il mio lavoro, non vedo perché dovrei tirar giù la serranda”. Per lui non esiste Natale, Capodanno, Ferragosto e altre festività; conta solo servire i propri clienti.

Un’esagerazione, forse, ma quello in cui crede va certamente apprezzato.

Il suo negozio è stato già soprannominato “il più aperto d’Italia”. Ed il motivo è semplice: sono 2205 giorni che lavora, ad oltranza. Dalle 6:30 di mattina fino alle 21.

Paolo Castelli, lo Stakanov italiano, è sempre attivo. “Amo quello che faccio, non è una questione di concorrenza con i negozi (gestiti da pakistani n.d.r.). Semplicemente uno stile di vita. Da queste parti, il lavoro è ancora una religione. Il cliente per me è come Dio”.

Il signor Castelli ha lasciato perdere l’amore e tutte le altre distrazioni possibili; per lui conta solo la sua attività. È un missionario della vendita.

Pane (rigorosamente fresco tutti i giorni) prosciutto (non lo vende in quantità inferiore ad un etto). Ha lavorato anche durante la festa dei lavoratori del primo maggio e il 25 aprile. “Non sono feste in cui mi rappresento, bisogna lavorare”.

In molti lo definiscono un matto, per altri è semplicemente un genio. In città lo conoscono davvero tutti. E i risultati gli hanno dato ragione.

Il suo nemico è lo Stato italiano. “Cercano di mettere sempre più vincoli per chi vuole darsi da fare e poi si lamentano perché manca il lavoro. Io pago le tasse e le tasse le paga chi guadagna e svolge la propria attività. Il mio modello è Richard Branson, il fondatore della Virgin e stimo molto anche Oscar Farinetti di Eataly”.

Paolo Castelli adesso ha un solo pensiero che lo turba. “Dobbiamo assolutamente rifare i banchi refrigerati. C’è quindi il rischio che dovremo star chiusi un paio di giorni”. Alla faccia dei furbetti che non vogliono lavorare…

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