I giornalisti dem all’Huff Post: “Menare i fascisti” twitta la Dondi

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La discussione sui Diritti Civili e sul Ddl Cirinnà diventa sempre più accesa e purtroppo sfocia in alcuni appelli alla violenza come quello contenuto nel tweet di Beatrice Dondi, giornalista dell’Huffington Post.

“A me i miei genitori tradizionali hanno insegnato il rispetto e la tolleranza. Tranne che con fascisti. Che vanno menati. #svegliatitalia” è stato il cinguettio che lascia poco spazio alla tolleranza e al dialogo. L’hashtag è quello molto utilizzato in questi giorni relativo alla manifestazione che si è svolta sabato in 98 piazze italiane a sostegno del Ddl Cirinnà. Nonostante l’evento si sia rivelato un clamoroso flop, la macchina mediatica coordinata dall’Arcigay ha provato a far credere agli italiani che a partecipare sia stato un milione di persone. Foto e video circolati nel web hanno dimostrato i numeri davvero esigui dei partecipanti.

Non solo: la stessa macchina propagandistica ha provato anche a far credere che si trattasse di una battaglia di civiltà, come se negare a un figlio il diritto naturale di avere un padre e una madre – pericolo contenuto nella stepchild adption all’interno del Ddl Cirinnà – possa rappresentare una conquista sociale. Ma soprattutto, come si può parlare di battaglia di civiltà e in che modo si può invitare l’Italia e gli italiani a svegliarsi con un incitamento all’odio e alla violenza fisica come quello contenuto nel tweet di Beatrice Dondi?

Ma soprattutto, chi è Beatrice Dondi? “È nata e cresciuta tra Internet e televisione – si legge sulla sua breve biografia sull’Huffington Post – Dopo aver lavorato per Blob e Rai Tre, Repubblica Musica e La Stampa, documentari e tipografie è stata catapultata nel portale Kataweb nei lontani anni Novanta. Da lì ha seguito il cinema, la tv, la musica, la moda e il lancio di tutte le nuove iniziative nate via via. Dopo l’esperienza di Repubblica Xl, durata qualche anno, è stata chiamata dall’Espresso per la nascita del sito del settimanale. E da lì non se ne è più andata. Per amore e solo per amore segue i serial tv. E dopo tanta fedeltà ha deciso di mettere per iscritto alcune ‘cose Serie’”.

Cosa diranno i vertici della testata nata in collaborazione con L’Espresso? Come commentano il Direttore, Lucia Annunziata e il Vicedirettore, Gianni Del Vecchio? A quanto pare, nonostante questo clima neanche troppo invernale, l’eskimo è tornato in redazione e menare un fascista, per qualcuno, continua a non essere reato.

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