Passera candidato, si dimentica i Marò e l’amianto Olivetti

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Corrado Passera insiste a lanciarsi come candidato del centrodestra, ma farebbe meglio a parlarci delle vittime dell’amianto presente negli stabilimenti Olivetti o a dare spiegazioni circa il pasticcio sui Marò.

Prosegue con molta insistenza e senza alcun ritegno il tentativo di accreditarsi come figura politica di centrodestra da parte dell’ex ministro dello Sviluppo economico per il governo Monti. “Sto lavorando per per unire tutte le forze di centrodestra sui programmi per battere la sinistra che in questi anni ha malgestito Milano e il nostro Paese” ha dichiarato Passera. Già, “ma chi te l’ha chiesto?” verrebbe da dire.

A sostenerlo, non solo logisticamente, ma anche mediaticamente, è la moglie Giovanna Salza in attesa del terzo figlio. “Lui e bello, lui è bravo” non manca mai di ripetere al giornale di turno che la intervista, confessando di averlo raccontato in un libro in cui Passera ammette di aver commesso qualche errore ad esempio quello di essersi fidato di Monti. Se Passera e consorte credono di sedurre il popolo di centrodestra con un patetico e volante mea culpa si sbagliano di grosso. Ci sarebbero un paio di questioni da chiarire con una certa urgenza: anzitutto Passera spieghi la sua responsabilità nel pasticcio diplomatico rappresentato dalla vicenda dei Marò. L’allora ex ministro degli Esteri del governo Monti Giulio Terzi di Sanragata nei mesi scorsi puntò il dito contro Passera, raccontando come la responsabilità del ritorno in India dei due fucilieri sia da attribuire completamente a lui, perché temeva per gli interessi economici in India e riteneva che i due Marò dovessero essere rispediti indietro immediatamente.

Non solo Marò: prima di lanciarsi in una nuova avventura politica Passera farebbe bene a dare spiegazioni sulla vicenda amianto nello stabilimento Olivetti di Ivrea. La storia riguarda ottantacinque dipendenti, molti già deceduti altri invece condannati a morte a causa della sostanza inalata che ha provocato il mesoltelioma. Sul banco degli imputati sono rimasti Carlo De Benedetti, attuale patron del gruppo Espresso e alla testa dell’Olivetti dal1978 al 1996, suo fratello Franco e Corrado Passera. L’altro giorno si è svolto il processo ai 17 imputati per omicidio colposo plurimo e lesioni colpose in cui i pm hanno chiesto di depositare le analisi sugli anni successivi al 2013 effettuate su ciò che resta dei capannoni e degli uffici Olivetti, ancora oggi infestati dall’asbesto.

Gli operai costretti a lavorare in un ambiente malsano, pieno di amianto senza le adeguate protezioni oggi sono condannati a una morte lenta e atroce. Nel tempo si è accertato che i verti dell’Olivetti fossero a conoscenza della situazione. Qualcuno, però, fa finta di niente e prova a candidarsi a sindaco di Milano per il centrodestra.

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