Bad Bank, le proposte di Giorgia Meloni

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Questa volta la periodica marchetta del Governo Renzi alle banche riguarda la garanzia pubblica di 40 miliardi di euro dei contribuenti italiani che lo Stato metterà a garanzia delle “bad bank” che verranno create dal sistema bancario.

In buona sostanza, le banche che hanno accumulato più di 200 miliardi di “sofferenze”, ovvero di crediti di difficile riscossione, chiedono ora l’aiuto dello Stato per liberarsene. E ovviamente il governo amico dei banchieri esegue. Purtroppo in Italia funziona così: gli utili vanno nelle tasche dei banchieri privati, ma le perdite sono un problema di tutti gli italiani, anche di quelli che non arrivano a fine mese.

Secondo il governo Renzi, infatti, le banche sono aziende private quando applicano tassi del 20% e al limite dell’usura su un prestito, quando concedono prestiti allegri a parenti e amici e quando pagano stipendi e bonus milionari a manager e amministratori, ma diventano magicamente un bene pubblico da salvare con i soldi di tutti i cittadini quando bisogna coprire le perdite.

Noi di Fratelli d’Italia la vediamo in modo totalmente diverso da come la vedono Renzi e il suo ​”Giglio magico”: se una banca è gestita male, è giusto che fallisca; i correntisti e i risparmiatori devono essere salvati con i soldi del sistema bancario e gli amministratori incompetenti e truffatori vanno perseguiti. Se le banche vogliono istituire delle “bad bank” per stipare li dentro le loro sofferenze possono farlo liberamente, ma senza l’intervento dello Stato e quindi senza pesare sulle tasche di tutti gli italiani.

Anche perché è una schifosa menzogna sostenere che le banche sono in difficoltà per colpa delle famiglie e delle imprese che non onorano debiti e mutui. Come dicono chiaramente i dati della Banca d’Italia, infatti, più del 70% delle sofferenze bancarie sono dovute a prestiti concessi a meno del 3% dei clienti totali. E tra questi, appena 579 soggetti (meno dell’0,1% del totale) ha causato più di 25,5 miliardi di sofferenze, sarebbe a dire più del 13% del totale. Il restante 97% dei clienti, cioè la gente normale, grava solo per il 29% sul totale delle sofferenze. Questo vuol dire meno di 58 miliardi di euro a fronte dei 200 miliardi totali di sofferenze bancarie. Insomma, se fosse solo per i cittadini comuni non staremmo qui a parlare di bad bank.

Per queste ragioni, Fratelli d’Italia chiede al Governo di imporre alle banche che vorranno avvalersi della garanzia pubblica alcune condizioni precise: 1.​divieto di distribuzione dei dividendi per 5 anni; 2.​azzeramento dei bonus per amministratori, manager e dirigenti per 5 anni; 3.​ ​tetto ai compensi di manager, amministratori e dirigenti delle banche allo stesso livello previsto per i dipendenti pubblici. Questo per evitare che gli italiani che campano con 500 o con 1000 euro al mese si ritrovino, con le loro tasse, a pagare la vita dorata dei banchieri e degli amici di Renzi.

​Giorgia Meloni​

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2 Commenti

  1. silvstro said:

    Tutto questo non è sufficiente… I crediti insoluti riferiti agli amici degli amici, rappresentano un montante piuttosto elevato pari al 71%, quindi la recuperabilità è pari allo zero.La banca è una società che deve assumersi il rischi d’impresa come tutte le imprese.allora ci poniamo la domanda del perchè non finanziamo tutte le imprese italiane che si trovano al tracollo finanziario??????NON BISOGNA DARE UN CENTESIMO A QUESTI BANCHIERI CHE DEL SISTEMA ITALIANO HANNO TRATTO SOLO PROFITTI AI DANNI DI TUTTI I CITTADINI.. LASCIAMOLI AL TRACOLLO FINANZIARIO, E’ PROPRIO GENTE DI MERDA E LADRONI!!!!!!!TUTTO QUESTO GRAZIE AI LORO COMPARI: I POLITICI!!!!!

  2. Giacomo Dalessandro said:

    Perché si parla in maniera eufemistica di Sofferenze Bancarie ?
    Le Sofferenze, in Realtà, sono quelle degli Imprenditori che Falliscono perché truffati da Imprese di malaffare che non pagano i lavori di appalti realizzati correttamente, e sui quali insistono anche penali del Fisco per mancato versamento di IVA ( ingiusta) non riscossa dagli appaltatori, ed interessi da Usura di Banche che finanziavano i lavori.
    In questo caos andrebbero salvate le Imprese, Rateizzando eventualmente i Debiti, Azzerando gli Interessi da Usura, Programmando un Piano Pluriennale di rientro e di rilancio delle Imprese:
    Perché per costruire una Azienda Sana, Rodata, Coordinata, inserita nel mercato, con un Organico Professionalizzato, un buon Standard di Qualità, Innovativa, Tecnologicamente Avanzata, ci vuole oltre un Decennio,mentre per far Fallire un’Azienda Bastano alcuni Lavori non Pagati, un Fisco Esoso, un sistema Bancario da Usura, ed una Giustizia Lenta che Inibisce il Ristabilimento della Legalità Economica e Sociale.
    Se quei 40 Miliardi di Garanzia fossero dati alle Aziende invece che a Sostegno delle Banche, si Creerebbe Nuova Ricchezza e non Assistenza e si Rilancerebbe l’Economia con il Ciclo Virtuoso che le Aziende Farebbero Rinascere.
    Le Banche spesso invece, come si evince dalla analisi esposta dalla Meloni ( supportata da Dati Ufficiali della Banca d’Italia, rielaborati in maniera molto corretta ) fanno di tutta l’erba un fascio, quando invece andrebbero indagati singolarmente i clienti finanziati, e cioè:
    – più del 70% delle sofferenze bancarie ( = 140 Miliardi ) sono dovute a prestiti concessi a meno del 3% dei clienti totali ( forse clienti privilegiati ? ammanicati con i vertici delle Banche ? )
    – E tra questi, appena 579 soggetti (meno dell’0,1% del totale) ha causato più di 25,5 miliardi di sofferenze, sarebbe a dire più del 13% ( 12,75% ) del totale
    – Sul restante 97% dei clienti, cioè la gente normale ( le imprese corrette) , grava solo per il 29% ( 60/200 Mld = 30% ) sul totale delle sofferenze
    Questo vuol dire meno di 58 miliardi di euro a fronte dei 200 miliardi totali di sofferenze bancarie.

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