An FdI–Msi e i deferimenti inventati contro la Meloni

Cresce la pressione dei leader rottamati di An per convincere Giorgia Meloni a presentarsi come candidata a sindaco di Roma.

Sconfitti ai primi di ottobre nella corsa ad impadronirsi della Fondazione di via della Scrofa, finiani ed alemanniani (con il supporto “esterno” di Francesco Storace) sono d’accordo su un’unica strategia: “bruciare” la leadership della giovane leader di FdI e ricominciare l’assalto alla fondazione e ai suoi beni. La prima tappa di questa strategia è, appunto, spingere la Meloni a candidarsi a sindaco nella speranza che arrivi terza dopo i candidati del Movimento Cinquestelle e del Pd e quindi ad essere esclusa dal ballottaggio.

Con una sconfitta di questo genere sarebbe poi molto più semplice costringerla alle dimissioni e riaprire i giochi per una leadership della destra che oggi è saldamente nelle mani dell’ex ministro della Gioventù che proprio oggi ha annunciato di essere in dolce attesa. Non c’è giorno che gli amici dei leader rottamati di An annidati nei vari giornali non spingano in questa direzione. Attribuendo dignità perfino all’ex segretario di Fini, “Checchino” Proietti, diventato improvvisamente alleato di Maria Antonietta Cannizzaro nel tentativo di scippare il titolo del Msi (interi quartieri di Roma sono tappezzati di manifesti).

L’arrivo addirittura come tesoriere dell’ex leghista plurinquisito Francesco Belsito certo non aiuta. Coinvolto nell’inchiesta del 2012 come tesoriere della Lega Nord assieme a Umberto Bossi con l’accusa di appropriazione indebita dei rimborsi elettorali e rinviato a giudizio per truffa sui rimborsi elettorali ai danni dello Stato, Belsito è anche accusato di riciclaggio insieme agli imprenditori Paolo Scala e Stefano Bonet per l’appropriazione e il trasferimento all’estero di 5,7 milioni di euro.

Ma c’è di peggio: in questi giorni si è tentato di accreditare il deferimento dei cosiddetti quarantenni (sconfitti all’assemblea della Fondazione An) perché “responsabili di aver sollecitato la Meloni a convocare le primarie della Destra”. Peccato che lo stesso La Russa, in qualità di presidente dell’Assemblea Nazionale, abbia spiegato come lui non possa deferire nessuno, perché “quello è compito dei probiviri”. “Io ho risposto – ha proseguito – a una loro lettera per fare da ponte e avvisare che erano già deferiti e non certo per la richiesta delle primarie che ho chiesto personalmente di fare al tavolo delle trattative in tutte le principali città”. La Russa ha quindi spiegato che il deferimento è stato dovuto semplicemente all’adesione dei componenti ad un’altra formazione politica, quell’Azione Nazionale di cui abbiamo già parlato qui, apertamente alternativa, che in alcuni comuni si è già costituita in gruppi consiliari.

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