Rivoluzione calcio: Superlega e American Champions League?


Rivoluzione nel mondo del calcio? Mai dire mai. E non soltanto a livello europeo, ma mondiale.

Anche in America, con la possibilità della nascita della “American Champions League“, un super torneo che comprenderebbe le squadre del nord, del sud e del centro del continente. Soltanto un’ipotesi per adesso, ma nel futuro, nemmeno troppo lontano, si potrebbe realizzare. Anche perché il mondo del calcio sta cambiando. Le bandiere sono state ammainate da parecchio tempo per far posto agli sponsor, diritti tv e procuratori. Adesso anche Google e Facebook sono pronti ad investire nel pallone.

A proposito di novità. Oltre all’American Champions League, a breve potremmo assistere alla “Superlega” di calcio. Ovvero il campionato di mercoledì e le Coppe spostate al sabato e alla domenica. Un torneo riservato solo alll’élite del pallone. A quelle squadre che hanno soldi e investono; per le “piccole” non ci sarà più spazio.

Una competizione alla quale, in Italia, parteciperebbero praticamente solo 3-4 squadre: Juventus, Inter e Milan. Le milanesi più per blasone che per i risultati ottenuti ultimamente sul campo. Una sorta di nuova Champions League, perché, così com’è, non piace ai potenti. Il problema, sempre se ci sarà il sì definitivo, è come scegliere e selezionare le squadre partecipanti. Perché vanno bene i soldi come prerogativa principale, ma mica si può far fuori un Napoli, un Atletico Madrid o un Leicester che magari quest’anno rischiano di vincere i rispettivi campionati nazionali.

La filosofia del futuro, questo è certo, sarà quella di dare più spazio ai club famosi sui mercati asiatici e meno ai vari Ludogorets e Bate Borisov.

Il calcio ormai, per il dispiacere dei tifosi, è soltanto un business. Un tavolo dove non tutti si possono sedere.

E nel momento di massima debolezza della UEFA e della FIFA adesso potrebbe davvero essere il momento di cambiamenti epocali.

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