Tutti con Stacchio e con la sua legittima difesa

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Tutti con Graziano Stacchio. O meglio, sono in molti ad essere dalla sua parte. Anche il ministro dell’Interno Angelino Alfano e adesso i pm. La procura di Vicenza ha chiesto infatti l’archiviazione delle accuse contro il benzinaio che, lo scorso anno, uccise in un conflitto a fuoco un rapinatore che stava cercando di derubare la gioielleria accanto al suo distributore.

Per Stacchio, indagato per eccesso colposo di legittima difesa, forse sta veramente per finire un incubo. Ha agito per salvare una persona (sparando con la pistola che deteneva regolarmente) in difficoltà a cui avevano puntato alla fronte un kalashnikov. Un anno d’agonia per lui, nel corso del quale ha dovuto convivere con lo choc, con le minacce dei familiari della vittima e con la paura di ritorsioni nei suoi confronti.

Entro alcuni giorni sarà chiesto il rinvio a giudizio per tentata rapina e omicidio in concorso per Oriano Derlesi, uno dei ladri-nomadi della banda della gioielleria. ”Se c’è il tentato omicidio, non può esserci eccesso di legittima difesa”, hanno spiegato i pm.

Stacchio era diventato uno dei simboli dei sostenitori della legittima difesa armata, tra cui la Lega Nord. ma aveva aperto il dibattito sul diritto alla legittima difesa

Dopo l’annuncio della richiesta di archiviazione per il benzinaio vicentino il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha infatti sottolineato la “necessità di ripensare il concetto di legittima difesa, estendendone i confini senza ideologizzare e senza andare appresso alla Lega”.

Intanto Stacchio ha già fatto sapere di volersi costituire parte civile in un futuro processo, per chiedere i danni materiali e morali subiti.

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