INPGI, presidente Camporese a giudizio per truffa: ora attenti al voto

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Andrea Camporese, presidente dell’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti

Alla vigilia delle elezioni per il rinnovo degli Organi di amministrazione dell’Inpgi (la cassa dei giornalisti), il presidente Andrea Camporese è stato rinviato a giudizio per truffa.

Il tutto nell’ambito dell’inchiesta sul crac della holding Sopaf dei due fratelli Magnoni (anche loro rinviati a giudizio, insieme ad altre 9 persone).

Camporese le aveva provate tutte (ricusando addirittura il giudice per l’udienza preliminare) pur di rinviare la questione a dopo le elezioni, ma non ci è riuscito: il Gup di Milano, Alessandro Santangelo ha confermato le accuse di truffa ai danni dell’Inpgi e corruzione.

Il processo avrà luogo il prossimo 21 aprile.

Stando all’accusa, sono ben 30 i milioni di euro messi a disposizione della holding per evitare la bancarotta. Peccato che si trattasse di soldi versati dai giornalisti per la loro pensione.  Sempre secondo la Procura di Milano, il presidente dell’Inpgi e l’ex amministratore di Adenium, Andrea Toschi,  “si accordavano tra loro per trasferire risorse finanziarie a favore di Camporese dell’importo di “almeno 200mila euro a titolo di remunerazione” i soldi che Camporese avrebbe ricevuto da Andrea Toschi, amministratore delegato della società “Adenium” del gruppo Sopaf, per “il compimento di atti contrari ai doveri di ufficio”.

«Non posso che prendere atto della decisione del Giudice dell’Udienza Preliminare di accogliere la richiesta di rinvio a giudizio […] Il dibattimento sarà l’occasione per evidenziare tutti gli elementi che dimostrano la mia totale estraneità rispetto alle fattispecie di reato contestate, come ho sempre dichiarato. L’Inpgi deciderà in piena autonomia quale profilo assumere nella vicenda» il commento a caldo di Camporese.

La notizia, a ridosso delle elezioni, ha ovviamente scatenato un putiferio. In tanti (tra cui i consiglieri Fnsi Federica Frangi, Pierangelo Maurizio e Paolo Corsini, il vicepresidente dell’Associazione Stampa Romana Omar Reda e il consigliere Francesco Latini) , ora, chiedono che Camporese si dimetta immediatamente insieme all’intero Cda, colpevole – secondo molti – di aver avallato gli atti di un presidente rinviato a giudizio e scelte assurde come quella di non costituirsi parte civile a tutela di tutti gli iscritti.

Va comunque fatto notare che chiedere le dimissioni a pochi giorni dalle votazioni non ha molto senso. L’unico modo per salvare l’Inpgi è non votare nessuno degli uscenti o, quantomeno, nessuno degli esponenti di sinistra che hanno sostenuto Camporese.

 

 

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