San Pio da Pietrelcina come la Madonna di Medjugorje?

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Le spoglie di San Pio a Roma, nella basilica di San Lorenzo al Verano

San Pio da Pietrelcina vale più da morto che da vivo. Sicuramente per la Chiesa. Che, visto il flop del Giubileo per quanto riguarda l’afflusso di pellegrini deve aver pensato bene, dal pratico punto di vista del marketing, di puntare sul frate canonizzato nel 2002 da Giovanni Paolo II.

Elettrizzata al pensiero di quei 300mila fedeli che affollarono piazza San Pietro il giorno della canonizzazione, spera così di replicare portando la salma del Santo a Roma, fino all’11 febbraio, da San Giovanni Rotondo.

Il tutto alla modica cifra, si stima, di almeno 100mila euro. Soldi gentilmente stanziati dalla Regione Puglia che, in un primo momento, sarebbero dovuti essere messi a bilancio per affrontare il dramma della Xylella. Ma, evidentemente, le priorità sono altre.

Ad ogni modo, San Pio è arrivato a Roma con misure di sicurezza eccezionali: dalla doppia scorta alla no-fly zone, passando per materassi ammortizzanti e teche antiproiettile (ma lo sanno che è già morto?). Per tutto il tempo in cui sarà “ospite” di Roma saranno impegnati qualcosa come 800 rappresentanti delle Forze dell’Ordine per garantire che tutto si svolga come Dio comanda.

Ora che è Santo, è tempo di monetizzare il suo indiscusso fascino sui fedeli.

Chi se li ricorda più i tempi in cui San Pio era “solo” Padre Pio, frate tra i più discussi e contestati per il suo “caratteraccio” e i modi poco misericordiosi. Per non parlare poi di tutte le polemiche sorte intorno alla questione delle stigmate, guardate con sospetto dai più.

Tra i primi medici ad analizzare quelle ferite ci fu Amico Bignami, dottore ordinario di patologia medica all’Università di Roma, il quale diagnosticò che erano il prodotto di una patologia ed erano state portate avanti dalla suggestione del frate.

Dello stesso parere, seppur con toni ben più categorici, padre Agostino Gemelli, medico e psicologo del Sant’Uffizio: «È un bluff… Padre Pio ha tutte le caratteristiche somatiche dell’isterico e dello psicopatico… Quindi, le ferite che ha sul corpo… Fasulle… Frutto di un’azione patologica morbosa… Un ammalato si procura le lesioni da sé… Si tratta di piaghe, con carattere distruttivo dei tessuti… tipico della patologia isterica».

L’opinione di Gemelli, considerato dalla Chiesa un luminare autorevole (tant’è che poi gli fu intitolata la sede della facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore), fece sì che nel 1923 fosse promulgato un decreto nel quale si condannava esplicitamente i fatti legati alla vita di Padre Pio. Anche perché saltarono fuori biglietti scritti a mano dal frate nei quali chiedeva ad una fedele (guarda caso farmacista) di procurargli dei flaconi di acido fenico (in grado di causare bruciature sulla pelle).

Il Sant’Uffizio chiese ai fedeli di non credere all’uomo e non recarsi a San Giovanni Rotondo. Si parlò di truffa. Un po’ come accade con Medjugorje. Eppure si continuano ad organizzare pellegrinaggi e campare di rendita sul turismo religioso. Perché, si sa, le vie del Marketing sono infinite.

Ecco perché quando nel marzo del 2008 la bara del Santo fu riaperta e, con orrore e raccapriccio, si scoprì che il corpo, invece di profumare di violette, si era corrotto come quello di un cristiano qualunque, i frati di San Giovanni Rotondo dovettero subito correre ai ripari.

E se, guardando la salma, vi è parso che quel viso fosse un po’ troppo “vivido” ecco il perché: non è la faccia del Santo, ma una maschera di silicone realizzata dalla Gems Studio, azienda londinese che ha tra i suoi clienti il museo delle cere di Madame Tussaud. E non non è un volto “coperto da una sottilissima maschera di silicone”, bensì una “finta testa di silicone scolpita ex novo”.

 

Come spiega Antonio Margheriti Mastino, esperto di tanatoprassi su corpi di religiosi (e autore del libro “La mort du Pape) quando padre Pio morì, nel 1968  i frati di san Giovanni Rotondo rifiutarono che sul corpo venissero applicate tecniche conservative. Immaginavano che, trattandosi di un uomo morto in odore di santità, il corpo si sarebbe conservato da solo. E invece no.

D’altra parte, lo stesso papa Giovanni XXIII negli anni ’60 lo definì «un idolo di stoppa» e prima di morire disse: «Mi hanno ingannato». Ma poi entrambi sono stati proclamati Santi.

 

 

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Un Commento

  1. Giovanni said:

    Mi chiedo, sig. Perfetti, cosa Le ha fatto la Chiesa Cattolica per risultarLe così odiosa? Come mai tutto ciò che presenta nei suoi articoli ha l’odore del sarcasmo poco sottile, o dell’odio radicato? Tutto viene da Lei monetizzato. Qualsiasi cosa la Chiesa decida, a suo dire, lo fa per soldi; anche ora che il Papa sta ripulendo “alcuni errori” (come i precedenti hanno fatto per altri).
    Ma di questo non se ne parla … se non male.
    Gli stati vanno e vengono, i governi pure, ma la Chiesa? La Chiesa ha saputo gestirsi e gestire, anche sbagliando. Eppure nessun governo è MAI riuscito a realizzare ciò che la Chiesa ha fatto e per tanti secoli. Dai suoi articoli ne risulta una cosa ovvia, che la Chiesa è piena di errori e di peccatori. Che ci creda o no la Chiesa è Santa … ed è fatta da noi, uomini e donne, tutti peccatori, ma almeno ci proviamo. Il fulcro, la forza, il cuore della Chiesa è Cristo, non i soldi o le proprietà. E Questo la rende indistruttibile … anche ai giornalisti. Noi cristiani, è vero, non abbiamo tanta mira. Per arrivare alla meta, a Cristo, noi poveri peccatori, ci affidiamo a Maria o ai santi, a quelli che ci hanno preceduto e sono stati di esempio. Non perchè hanno avuto un percorso impeccabile (vedi S. Paolo o S. Agostino) ma perchè il loro percorso li ha portati a Cristo.
    Forse non ci ha fatto caso, ma nessun funerale ha mai avuto al seguito la società di traslochi.

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