Scelta Civica non c’è (quasi) più, ma i suoi esponenti sono ovunque

enrico zanetti, scelta civica

Scelta Civica, il partito di Mario Monti, quello che avrebbe dovuto rappresentare la svolta nella vita politica del nostro Paese, continua a perdere pezzi.

Arrivato in Parlamento nel 2013, ora – tra abbandoni, tradimenti e divisioni interne – continua a perdere pezzi.

L’ultimi (per ora) ad andarsene sono Stefano Quintarelli (che confluisce nel gruppo misto) e l’ex grillina Paola Pinna (diretta nelle file del PD). Il che porta drasticamente a 21 il numero dei deputati civici, laddove il limite per potersi costituire in gruppo è di 20. Ancora un paio di abbandoni, e buonanotte al secchio.

Ciò non significa, però, che ai pochi rimasti gli sia stata negata la gloria: su 20 esponenti di Scelta Civica sono almeno due i politici premiati dall’ultimo rimpasto di Governo con incarichi importanti nonostante il fatto non rappresentino praticamente più nessuno.

Uno di loro è Antimo Cesaro, che ha preso il posto di Francesca Barracciu come sottosegretario al ministero dei Beni Culturali. L’altro è l’onnipresente Enrico Zanetti, segretario di Scelta Civica, da qualche giorno viceministro dell’Economia (già Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze).

Prezzemolino più di Renzi e Salvini messi insieme, non passa giorno in cui Zanetti non sia ospite di qualche talk show politico in televisione o non rilasci preziose interviste sui quotidiani. Come abbiamo fatto senza di lui finora?

Espressione intelligente, montatura spessa colorata quasi a voler imitare Bobo Maroni, il nostro viceministro fresco fresco di nomina non perde occasione di pontificare su tutto. Ci viene un dubbio: troverà anche il tempo di lavorare, ogni tanto?

Tra i partiti (quasi) scomparsi segnaliamo anche Ncd che è ormai pressoché scomparso nel Lazio: resistono solo il ministro della Salute Lorenzin e  il ministro dell’Interno Angelino Alfano. Due pezzi da novanta, per carità, ma esponenti di un partito che, dopo gli addii di Gaetano Quagliariello, Nunzia De Girolamo e Barbara Saltamartini, solo per citarne alcuni, praticamente non c’è più.

 

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