Da Giorgia Meloni a Padre Pio: l’intellighenzia di sinistra impari il rispetto per la democrazia

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Le spoglie di San Pio a Roma, nella basilica di San Lorenzo al Verano

Il titolo è ovviamente provocatorio, non ritenendo il parallelismo tra la figura di Giogia Meloni e quella di San Pio da Pietrelcina correlabili tra loro, ma dato che in questi giorni sulla stampa, sui media e soprattutto sui social leggiamo i più svariati (e offensivi) commenti sia sulla “dolce attesa” della Meloni che sulla inattesa e numerosa partecipazione di fedeli attorno alle spoglie di Padre Pio riteniamo di fare qualche considerazione proprio sul fatto che certa stampa e certi “intellettuali” si sono scagliati con commenti violenti contro queste due figure tanto distanti tra loro quanto accomunate, in questo momento, dal livore che traspare da tanti scritti.

Iniziamo dalle dichiarazioni sulla annunciata maternità di Giorgia Meloni che, anche per sua ammissione, forse doveva evitare di dare il lieto annuncio al Family Day per evitare strumentalizzazioni che sono poi state attuate puntualmente. La Meloni è stata fatta oggetto di ignobili, offensive e assurde parole che fanno male solo a sentirle pronunciare figuriamoci se ad ascoltarle è chi porta in grembo una vita. Frasi che, ovviamente, sono partite da quella parte dello schieramento che vuole legalizzare la pratica dell’ utero in affitto e dell’adozione di figli alle coppie omosessuali oppure parificare le unioni civili al matrimonio previsto dalla nostra costituzione con regole ben precise.

Se la Meloni ha peccato di troppo, ma comprensibile, entusiasmo, offrendo il fianco all’intellighenzia sinistroide di vomitare commenti inappropriati e offensivi contro di lei e la creatura che si sta formando, non è concepibile che chi crede nei valori della vita e della famiglia e soprattutto chi ritiene di difendere “il diritto” del nascituro ad avere un padre e una madre debba essere considerato un retrogrado ed oscurantista mentre coloro che vogliono andare contro natura, affittando uteri o sminuendo la famiglia eterosessuale, siano considerati portatori di un progresso sociale che, di fatto, rischia di distruggere l’ultimo baluardo di civiltà: la famiglia.

La stessa cosa sta avvenendo in queste ore con i commenti che leggiamo sulla permanenza a Roma delle spoglie di Padre Pio mirati, soprattutto, a puntare l’indice contro quei “creduloni” di fedeli che fanno ore e ore di fila per pregare un minuto davanti al Santo di Pietrelcina. Il linciaggio morale e sociale cui sono sottoposti le decine di migliaia di fedeli che hanno accompagnato processionalmente le teche con i corpi di San Pio e San Leopoldo sulla piazza San Pietro non ha precedenti e soprattutto si sta sviluppando anche in modo subdolo per cui, per sentito dire personalmente dagli interessati, c’è chi “non racconterà a nessuno” di avere affrontato disagi e in qualche modo sacrifici fisici per testimoniare la sua Fede solo per paura di essere dileggiato da coloro che si sentono depositari di verità e credono che il progresso sia fatto di cose materiali che si vedono e si toccano e non certo di una Fede che è frutto di manipolatori.

La reazioni di Giorgia Meloni le abbiamo viste in televisione e sono quelle di una donna che è stata toccata dalla gioia della maternità e che non capisce tanto livore anzi si sente “colpevole” di aver fatto, con quell’annuncio al Family Day, qualcosa contro il suo piccolo. Una reazione, quella della Meloni, composta, responsabile e rispettosa del nascituro che fa onore ad un politico con il quale, a volte, si può anche non condividere il percorso ma a cui si deve riconoscere coerenza e dare sincero rispetto.
Purtroppo non possiamo sapere come Padre Pio avrebbe reagito, per esempio, a quanto scritto dal Fatto Quotidiano che ha paragonato San Pio all’Isis e che ha tacciato di “civiltà medievale” tutti i fedeli che hanno invaso le strade di Roma per accompagnare la processione di venerdì pomeriggio da San Salvatore in Lauro a San Pietro. Se Padre Pio avesse potuto rispondere personalmente avrebbe sicuramente detto: “Guagliò tu non hai capito di me, dell’Isis e della gente che mi segue, quindi statte zitt’.”
In effetti non capiamo perché tutto questo accanimento verso un fenomeno sociale e religioso che dimostra come la gente abbia voglia di testimoniare la propria Fede sfilando in preghiera senza esercitare violenze e distruggere negozi e dare fuoco a macchine in sosta. La stessa intellighenzia, che oggi schernisce decine e decine di migliaia di fedeli, non fu così precipitosa e incisiva nel condannare, il primo maggio dello scorso anno, gli incidenti di Milano messi in atto dai centri sociali. Insomma siamo alle solite, parlare di valori, di religione o di fede e roba da medioevo mentre affittare uteri o sfilare con mascheramenti volgari al gay pride è sintomo di progresso e di civiltà.

A questa intellighenzia chiediamo di interessarsi più ai problemi sociali che affliggono i romani e gli italiani tutti e magari schierarsi per l’abolizione della legge Fornero o chiedere al PD di pagare gli affitti che deve al Comune di Roma in cambio sedi politiche che erano, di fatto, pagate da tutta la cittadinanza romana.
Insomma “gioca coi fanti e lascia stare i Santi” almeno quelli lasciateli a chi non crede più a voi che avete ridotto il nostro Paese in questo stato e che pensa che nell’altra vita ci sia più giustizia di quella che, in questa, voi non siete stato in grado di dare agli italiani. Infine pensiamo che forse sia giusto elevare a simbolo il figlio in grembo alla Meloni e Padre Pio ma come simboli di vero progresso che non può prescindere dalla natura e dalla tradizione. A questi detrattori della fede e dei valori diciamo che San Pio vi protegga quando sarete davanti al Giudice Supremo. Ma su questo nutriamo qualche dubbio.

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