Giornata mondiale dell’epilessia, cosa sta cambiando?

epilessia, cannabis

L’8 febbraio, in tutto il mondo, si celebra la Giornata dell’epilessia. Una patologia che, solo in Italia, coinvolge circa 500mila persone, con oltre 30mila nuovi casi l’anno.

Sebbene esistano almeno 100mila italiani che soffrono di una forma della malattia che, purtroppo, è resistente ai farmaci, per la maggior parte delle persone colpite dall’epilessia è possibile, con le opportune cure, condurre una vita normalissima.

«È una malattia di cui non bisogna avere paura, è una malattia di cui si deve parlare» ha spiegato il professor Oriano Mecarelli, neurologo dell’Università La Sapienza e segretario nazionale della Lice, la lega italiana contro l’epilessia.

La Lice mette a disposizione di tutti un opuscolo (scaricabile qui) che spiega nel dettaglio cos’è l’epilessia e come si tratta. E, soprattutto, quali sono i falsi miti che ruotano intorno alla malattia. Di cui si parla poco e male. 

Perché, come già, detto, con l’epilessia – se adeguatamente trattata – si può vivere normalmente.

Per quelli che, invece, non possono avvalersi dei benefici delle medicine una speranza è data da uno studio pubblicato lo scorso dicembre sulla prestigiosa rivista Lancet Neurology che sta valutando l’effetto di un farmaco a base di Cannabidiolo autorizzato in USA per il trattamento di alcune rare forme di encefalopatia epilettica.

Qualora lo studio dovesse dimostrare l’efficacia della cannabis nel trattamento delle forme attualmente intrattabili di epilessia sarà l’occasione, soprattutto in Italia, di alimentare il dibattito sull’uso della cannabis oggi limitato a particolari terapie del dolore.

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