Montezemolo, l’Alitalia araba e il colosso Ryanair

Si accende lo scontro nei cieli tra le compagnie aeree europee, sempre più arabe e sempre meno europee, compresa Alitalia, guidata da Luca Cordero di Montezemolo.

Prosegue l’opera di arabizzazione di ciò che rimane di Alitalia, ora chiamata Alitalia-Sai in cui la parte da leone la svolge Etihad nonostante possegga il 49% del capitale. Il “restante” 51% è dei reduci della Cai, pienamente consapevoli che senza la minoranza societaria araba non volerebbero lontani. A cercare di tenere in alto la (compagnia di) bandiera italiana, o ciò che ne rimane, è appunto Montezemolo, da quasi quarant’anni nei posti chiave delle principali aziende pubbliche e private, pur ottenendo scarsi risultati (leggi qui).

Ora prova a destreggiarsi in Alitalia: come ha ricordato il Fatto Quotidiano, uno dei risultati, Montezemolo lo ha raggiunto quattro mesi fa con l’allontanamento dell’ad Silvano Cassano, espressione degli arabi in Alitalia. La colpa imperdonabile di Cassano è stata quella di aver alzato la voce contro Benetton, il gruppo finanziario non solo azionista di Alitalia, ma anche proprietario di Aeroporti di Roma. Nei mesi scorsi abbiamo illustrato le operazioni di facciata nello scalo di Fiumicino per far apparire l’aeroporto Leonardo da Vinci più bello e pulito possibile, con l’obiettivo di rifilare il bidone agli arabi.

La presenza di Etihad a Fiumicino, infatti, è sempre più ingombrante e la mossa di Montezemolo in difesa dei Benetton è apparsa come uno dei colpi di coda prima del definitivo spirare. Prima, però, Montezemolo cerca di arraffare quello che si può arraffare riservandosi la guida della comunicazione e puntando gli occhi anche sul settore marketing.

Chissà, forse arriverà anche il momento di occuparsi del traffico aereo: nel 2015 Alitalia ha perso altri 200 milioni di euro, gestendo un traffico di 22 milioni di passeggeri. Poca pochissima roba in confronto ai 100 milioni di Ryanair, diventata vero e proprio colosso del cielo che si permette di lasciare le rotte più piccole per riposizionarsi su quelle più appetitose grazie alla capacità di dettare prezzi (e anche grazie a una serie di aiuti pubblici sotto forma di esenzione dalle tasse di cui ha goduto fino ad oggi).

Articoli correlati

*

Top