Contro Rita Dalla Chiesa scende in campo la lobby del mattone

rita dalla chiesa

Quello del mattone è un partito trasversale, che gode di ampio spazio mediatico e si scatena se viene proposto un candidato a sindaco di Roma che non proviene dalla sua scuderia come Rita Dalla Chiesa.

La proposta lanciata da Fratelli d’Italia ha provocato numerose reazioni nel mondo del centrodestra (leggi qui): malumori, sostegni, ma soprattutto parecchia sorpresa. Le prese di posizioni principali, però sono apparse sui maggiori quotidiani romani, il Messaggero e il Tempo, notoriamente legati a imprenditori molto attivi nel campo delle costruzioni, in tutta Italia, ma soprattutto nella Capitale.

“Ma questi stanno Forum” è il titolo che campeggia oggi sulla prima pagina del Tempo con la foto di Rita Dalla Chiesa, rilanciata su Twitter dal senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri che addirittura commenta: “Oggi mercoledì delle ceneri. Carnevale è finito. A Roma il centrodestra può vincere. Serietàl”. Sempre il Tempo dà ampio risalto alle dichiarazioni del vicepresidente del Senato, secondo cui “guidare Roma è un compito gravoso”, sottolineando il bisogno di trovare un candidato con una certa esperienza politico- amministrativa.

Ci si chiede come mai Gasparri non abbia avanzato le stesse osservazioni quando sembrava che il patron di Forza ltalia, Silvio Berlusconi, volesse avanzare il nome di Paolo Del Debbio come candidato a Roma. I dubbi e le perplessità, legittime sotto certi aspetti, avanzate nei confronti del nome di Rita Dalla Chiesa stanno a dimostrare come il partito del mattone e la lobby dei palazzinari romani si stessero coalizzando attorno al nome di Alfio Marchini.

Non è certo un segreto il legame parentale del candidato belloccio, giocatore di polo, a una delle famiglie costruttrici più potenti a Roma, storicamente legate addirittura all’allora Partito Comunista Italiano. Ma una città come Roma che vede sorgere come funghi palazzi e costruzioni anche a due passi dal centro storico, lasciando sfitti numerosi appartamenti, ha bisogno di tutto tranne che di un sindaco “calce e martello” e dell’armata mediatica che lo sostiene.

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