Giubileo con sponsor ufficiale, come un evento qualunque (ma il Papa lo sa?)

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Non è simonia, ma ci somiglia molto. È vero, qui non si tratta di commercio di beni sacri. Eppure dovrebbe essere comunque considerato un peccato. E di quelli brutti. Un insulto a tutto quello che la Chiesa rappresenta. O, quantomeno, dovrebbe rappresentare.

La notizia, stavolta, non è emersa dopo un intenso lavoro di ricerca tra dichiarazioni e documenti. Non è giunta all’improvviso con una “soffiata” anonima. No. È arrivata direttamente con un comunicato stampa ufficiale. Con l’aggravante, quindi, della sfrontatezza.

Il Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione ha affidato all’Oleificio Morettini il compito di realizzare in esclusiva l’olio ufficiale del Giubileo“. Sì, avete letto bene: il Giubileo avrà uno sponsor ufficiale. Come gli pneumatici Pirelli per l’Inter o i surgelati Orogel per il Festival di Sanremo, l’Anno Santo della Misericordia avrà la sua bella lattina di olio di oliva. Ovviamente extravergine. Sinonimo di virtù.

I toni del comunicato sono a dir poco imbarazzanti: “La lattina dell’olio ‘Del Giubileo’ […] sarà arricchita da un logo […] che rappresenta un olivo stilizzato che assume la forma di crocifisso“.

Siamo abituati al cattivo gusto, ma a tutto c’è (o dovrebbe esserci) un limite. Quantomeno quello della decenza. Va bene che il Giubileo si sta rivelando un flop dal punto di vista dei visitatori (lo dimostra il fatto che hanno dovuto riesumare la salma di Padre Pio e portarla in tournée nella Capitale a fare da testimonial), ma davvero si può arrivare a tanto?

Chi ha autorizzato questo affronto? Stando al comunicato è stato il dicastero vaticano, guidato da monsignor Rino Fisichella che, tra le tante aziende in gara – di cui “ha valutato attentamente la storia, la produzione, l’eticità” (l’eticità? scomodiamo Hegel per un olio?) – ha scelto proprio l’Oleificio Morettini dandogli  “la prestigiosa opportunità di apporre il logo giubilare sul proprio olio e di essere inserito tra i principali partner dell’evento religioso indetto da Papa Francesco“. Come una qualunque sagra di paese.

Gesù, che scacciò i mercanti dal tempio, cosa direbbe oggi davanti ad una lattina d’olio, con tanto di logo che, dopo l’utilizzo può essere conservata “come un vero e proprio gadget giubilare“?

Ma il peggio, se possibile, arriva dopo. Con la dichiarazione del responsabile commerciale dell’oleificio: «L’intuizione della lattina risponde proprio alla volontà di Papa Francesco di esportare il Giubileo in ogni zona del mondo, attraverso un prodotto che i pellegrini possano facilmente portare con sé ed utilizzare nelle loro case come un simbolo di questo grande evento“.

Una lattina di olio da portare a casa come simbolo del Giubileo. Perché lo vuole Papa Francesco. Ne siamo sicuri? Un Pontefice che ha improntato il suo ministero pastorale alla povertà («Come vorrei una Chiesa povera e per i poveri» disse appena eletto) davvero ora ha autorizzato questo mercimonio? Da quando monsignor Fisichella si occupa di marketing strategico? Ce l’ha (ancora) un’etica, la Chiesa?

«Ogni giorno – disse il Santo Padre – siamo chiamati tutti a diventare una carezza di Dio». Intanto beccatevi ‘sto schiaffo alla Miseri…cordia.

 

[E se pensate che sia finita qui, vi sbagliate…]

 

 

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